Risparmiare energia è importante, ma non può diventare un alibi per ignorare le difficoltà concrete dei cittadini. È questo il punto al centro dell'interrogazione orale presentata dalla consigliera comunale della Lega Laura Adduce, che chiede all'Amministrazione di Rivoli di spiegare perché abbia disposto l'accensione degli impianti di riscaldamento soltanto a partire dal 26 ottobre 2026, mentre Torino e altri Comuni limitrofi hanno fissato la data al 19 ottobre.
«Una settimana in più senza riscaldamento può sembrare poca cosa per chi vive in una casa ben isolata e può permettersi soluzioni alternative. Ma per un anziano, per una persona con problemi di salute, per chi ha una disabilità o per una famiglia che fatica ad arrivare a fine mese, la situazione può essere ben diversa. Non tutti possono permettersi di accendere stufe alternative o di affrontare ulteriori spese per riscaldare casa. L'Amministrazione se lo è chiesto prima di firmare l'ordinanza?», dichiara Adduce.
La consigliera della Lega contesta la mancanza di chiarezza sulle ragioni che hanno portato a scegliere una data più lontana rispetto a quella adottata da altri Comuni del territorio.
«Se Torino e altri Comuni hanno individuato il 19 ottobre, vogliamo capire quali valutazioni abbiano spinto Rivoli a spostare tutto al 26. Quali dati sono stati considerati? È stato valutato l'impatto sulle persone più vulnerabili? Oppure ci si è limitati a richiamare il risparmio energetico senza approfondire le conseguenze per chi vive nelle abitazioni più fredde?».
Adduce sottolinea che la tutela ambientale e il contenimento dei consumi sono obiettivi condivisibili, ma non possono essere perseguiti ignorando le esigenze di chi è maggiormente esposto alle difficoltà.
«Le politiche ambientali non possono essere fatte scaricando il peso delle decisioni sempre sui cittadini più deboli. Prima di imporre un ulteriore rinvio, bisogna valutare le condizioni reali in cui vivono le persone, non limitarsi a ragionare in astratto sui consumi. Governare significa trovare un equilibrio tra risparmio energetico, salute e dignità delle famiglie».
Con l'interrogazione, Adduce chiede al Sindaco e alla Giunta di chiarire le motivazioni concrete della scelta, di riferire sulle eventuali valutazioni svolte a tutela delle fasce più fragili e di spiegare se l'Amministrazione intenda riconsiderare la data del 26 ottobre, anche alla luce dell'andamento delle temperature e delle decisioni dei Comuni limitrofi.
«Non accettiamo che una scelta così vicina alla vita quotidiana delle persone venga liquidata con una semplice motivazione legata ai consumi. I cittadini meritano risposte, non giustificazioni generiche. Voglio sapere perché Rivoli abbia scelto una data più tardiva e quali garanzie siano state previste per chi rischia di subire maggiormente questa decisione. La salute e la dignità delle persone devono venire prima della burocrazia», conclude la consigliera comunale della Lega Laura Adduce.










