Ivrea | 21 ottobre 2026, 13:46

Ivrea, ipovedente non riesce a convalidare la tessera sul bus: lasciata a piedi a 17 chilometri da casa

Interviene il Tavolo sulla Disabilità di Azione: "Serve più sensibilità e formazione per il personale"

Ivrea, ipovedente non riesce a convalidare la tessera sul bus: lasciata a piedi a 17 chilometri da casa

Una tessera di libera circolazione che non si convalida per un guasto tecnico, l'assenza del Pos a bordo e una rigida applicazione del regolamento che si scontra con il buon senso. È il mix di disservizi e freddezza burocratica che, mercoledì 14 ottobre, ha trasformato il viaggio di ritorno dal lavoro di Alessia P., una ragazza di 22 anni ipovedente di Banchette, in una vera disavventura.

Il blocco sul bus e l'impossibilità di pagare

La vicenda si è consumata intorno alle 13.15, al termine del turno mattutino di uno stage formativo svolto dalla giovane presso gli uffici del Comune di Vidracco. Salita a bordo di un autobus Gtt diretto a Ivrea-Movicentro, Alessia ha inserito nell'apposito lettore elettronico la carta Bip, il documento che riconosce per legge alle persone cieche o ipovedenti il diritto alla gratuità sui mezzi pubblici regionali.

Tuttavia, l'apparecchiatura di bordo risultava difettosa e non ha letto il titolo. Di fronte all'anomalia, l'autista ha chiesto il pagamento della corsa in contanti. Priva di denaro cartaceo, la ventiduenne si è offerta di pagare con il bancomat, scontrandosi però con l'assenza del POS sul pullman. Nonostante il regolare possesso della tessera di libera circolazione, il conducente è rimasto inflessibile: la ragazza è stata costretta a scendere dal mezzo, rimanendo a piedi a circa 17 chilometri da casa, potendo rientrare solo grazie all'intervento di un parente.

La presa di posizione del Tavolo sulla Disabilità di Azione

Il caso ha suscitato un'ondata di sdegno e reazioni istituzionali. Rachele Sacco, coordinatrice nazionale del Tavolo sulla Disabilità di Azione, ha espresso piena solidarietà alla giovane: "Sulla dinamica tecnica gli organi competenti faranno chiarezza, ma ciò che non possiamo accettare è l'esito: una ragazza con disabilità visiva lasciata a piedi, lontano da casa, senza che qualcuno si facesse carico della sua situazione. Nei confronti di una persona con disabilità ci si attende sensibilità, attenzione e buon senso".

Redazione

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Johanna Finocchiaro

Buongiorno, Good morning, Bonjour, Buenos Días, Namasté!
Sono Johanna. Classe 1990, nata a Torino, appassionata di musica, viaggi, lingue straniere e poesia. Già, POESIA.
Scrivo sin dalla tenera età (mi sono innamorata di lei al nostro primo incontro, alle scuole elementari) e leggo, leggo tanto, sempre e ovunque. La mia massima fonte d'ispirazione è la natura e l'arte sua complice: mi conquistano l'immediatezza, la forza comunicativa, la varietà di forme e concetti espressi, la contraddizione.
Viaggiando ho compreso quanto il mondo sia immenso, dinamico ed io piccola. Mi ci sono adattata, pian piano, stravolgendo i piani e spostando i limiti. Oggi, continuo ad essere curiosa. E gioiosa. Mi occupo di divulgazione culturale e ho all'attivo quattro pubblicazioni: Clic (L'Erudita Editore), Ramificare (Eretica Edizioni), Specchi (Scrivere Poesia Edizioni), L'Atto versato (Edizioni Il Cuscino di Stelle). Obiettivo primario: sostenere una cultura consapevole, socialmente impegnata.
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Questa rubrica nasce sotto una buona stella o così mi piace pensare; si propone, con determinazione, di avvicinare il lettore a un genere letterario incompreso quanto testardo: la poesia.
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Allontaniamoci dall'impostazione scolastica e dall'“analisi del testo”, lasciando spazio, invece, all'analisi del SENSO. Senso che sta per ragione e sensazione insieme. Impariamo a cercare la domanda, prima della risposta. E accendiamo il pensiero, tra racconti e storie positive che vado scovando per il mondo. Che dite, ci lanciamo nel viaggio? Al trasporto provvedo io!

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