Un dolce che è già diventato immagine della città, un vino autoctono dal carattere sorprendente, un lievitato che rilancia una tradizione antica e i grissini dalla storia affascinante e unica. La Fiera Nazionale di San Martino 2026 dedica un intero percorso ai quattro prodotti simbolo del paniere chierese, raccontati non solo attraverso il gusto ma attraverso l'esperienza diretta di chi li produce e li lavora ogni giorno, dal 6 al 10 novembre 2026.
Focaccia dolce, Grissini Rubatà, Galucio e Freisa compongono il "Poker d'Assi", il percorso che la Fiera dedica ai quattro prodotti più rappresentativi dell'identità gastronomica di Chieri. Un fil rouge che attraversa l'intera manifestazione, tra laboratori pratici, degustazioni guidate e masterclass, e che trova nel "Cuore di Chieri", la maxi installazione di circa 2x2 metri composta da oltre 150 Galuci, la sua immagine più riconoscibile.
Quattro prodotti, quattro storie di mani e di territorio che prendono dunque forma proprio durante la Festa di San Martino, raccontata attraverso degustazioni guidate, masterclass e laboratori pratici. Organizza Sgp Grandi Eventi.
Preparato con gli avanzi dell'impasto del pane e arricchito con burro e zucchero, il Galucio prende la forma di un piccolo gallo e profuma di lievito. Un dolce povero negli ingredienti ma denso di memoria contadina, che affonda le radici nelle ricette tramandate di generazione in generazione. Alla Fiera si scopre in un momento dedicato con degustazione in abbinamento al Vermouth, e diventa immagine simbolo della manifestazione nel "Cuore di Chieri", la maxi installazione di circa 2x2 metri composta da oltre 150 Galuci.
Morbida, dal profumo di burro, la Focaccia dolce nasce come pane delle feste, preparato un tempo nelle case per celebrare le ricorrenze familiari e oggi riscoperto come autentico emblema della tradizione chierese. Un laboratorio dedicato ne racconta la lavorazione, dall'impasto alla lievitazione, per riportare il pubblico al gesto artigianale che ne custodisce il sapore.
Irregolare nella forma perché lavorato e arrotolato a mano, il Grissino Rubatà chierese si riconosce dalla croccantezza e dal profumo di farina tostata: un simbolo del Piemonte nel mondo che nasce dalla manualità dei panificatori locali. Anche il Grissino è protagonista di un laboratorio pratico, pensato per raccontare il valore del tempo e della cura dietro a un prodotto apparentemente semplice.
Rosso rubino, profumo di frutti di bosco e una vena tannica che si ammorbidisce con l'invecchiamento: la Freisa, vino autoctono delle colline torinesi, racconta il legame indissolubile tra la vite e la cultura contadina chierese. Due masterclass ne esplorano la straordinaria versatilità, dando voce a chi la produce e la interpreta ogni giorno.
Il programma dei laboratori a numero chiuso su prenotazione si completa con un terzo appuntamento dedicato al Plin, il tradizionale agnolotto piemontese, per un'offerta formativa che intreccia pasticceria, panificazione e cucina di territorio.
Il racconto dei quattro prodotti si allarga al lavoro dei ristoratori e dei produttori locali. "I Menù di San Martino" sono tre appuntamenti in cui i ristoratori del territorio realizzano piatti creati con i prodotti del Distretto del Cibo Chierese-Carmagnolese, mentre "Le Perle del Distretto del Cibo" propongono, in due appuntamenti, il paniere locale attraverso abbinamenti insoliti e sorprendenti, pensati per stupire anche i palati più attenti.
Tra degustazioni, masterclass e laboratori, la Fiera Nazionale di San Martino 2026 diventa così un palcoscenico essenziale per il patrimonio enogastronomico chierese. Un'occasione per riscoprire sapori autentici e riconoscere il valore di chi, ogni giorno, mantiene viva la tradizione con passione, competenza e senso di appartenenza.










