Economia e lavoro | 24 gennaio 2022, 18:30

Ex Embraco, le lettere di licenziamento scrivono la parola fine: l'unica strada resta quella della ricollocazione

I sindacati metalmeccanici non hanno firmato l'intesa, ma l'epilogo è comunque segnato. "Almeno adesso, il Governo non sia soltanto spettatore"

presidio di protesta dei lavoratori

Partite le lettere di licenziamento per i 377 lavoratori ex Embraco

La parola "fine" era già stata scritta sabato, con l'esaurimento degli ammortizzatori sociali. Ma formalmente si è chiusa nel pomeriggio di oggi - con un mancato accordo sui licenziamenti collettivi - la vertenza della ex Embraco di Riva di Chieri. Mancato accordo perché nessuna delle sigle metalmeccaniche che hanno preso parte al vertice presso l'assessorato regionale al Lavoro (Fim, Fiom, Uilm, Uglm Torino) ha sottoscritto l’intesa proposta dalla curatela fallimentare Ventures, che a breve invierà le lettere di licenziamento ai 377 lavoratori. 

Una scena - purtroppo - già vista in passato. Ma che stavolta non avrà seguito. Né tantomeno prospettive di ripartenza. Unica strada ancora possibile da percorrere, il tavolo di ricollocazione annunciato nei giorni scorsi dalla Regione stessa.

Non abbiamo firmato l’accordo perché, dopo quattro anni di lotte dei lavoratori, ci rifiutiamo di avallare i licenziamenti - spiega Vito Benevento, segretario organizzativo Uilm Torino -. È urgente la convocazione del tavolo per la ricollocazione, deve iniziare una fase che veda coinvolte tutte le parti sociali, in cui i fondi formativi, la profilazione dei lavoratori e la comunicazione tra le parti devono essere lo strumento per garantire una nuova occupazione a tutti i lavoratori”. 

Il verbale di mancato accordo di questa mattina in sede regionale sancisce la fine della procedura di licenziamento, il curatore fallimentare domani farà partire le lettere con raccomandata, 377 licenziati questo il risultato ottenuto da Whirpool - aggiunge Ugo Bolognesi, responsabile ex Embraco per la Fiom Torino -. Un fallimento per tutti. L'incontro del pomeriggio ribadisce l'impegno della Regione Piemonte a istituire un percorso per la ricollocazione: il tavolo di crisi rimane, schierando i centri per l'impiego e l'Anpal, e deve coinvolgere le parti sociali, le imprese, le istituzioni locali e il Governo. Al Ministero dello sviluppo economico e a quello del Lavoro si devono chiedere strumenti nuovi per la ricollocazione, strumenti concreti di sostegno al reddito e di rioccupazione al lavoro. Le lavoratrici e i lavoratori dell'Embraco non devono rimanere soli”.

Il fatto che i lavoratori da oggi sono licenziati non deve essere l’alibi della politica di sentirsi sollevata dal problema - sottolinea Arcangelo Montemarano, responsabile ex Embraco per la Fim -. Si faccia in modo di far funzionare le famose politiche attive, che questo strumento sia veramente uno strumento utile per i lavoratori e per la loro ricollocazione. Come Fim Cisl ci auguriamo che il Mise sostenga il percorso di ricollocazione fornendo alla Regione Piemonte gli strumenti necessari”.

Ci aspettiamo che almeno nella fase di ricollocazione dei lavoratori, il governo non sia attore spettatore - conclude Ciro Marino, segretario Uglm Torino -. Mai come adesso la fase è delicata, il disastro sociale, risultato di un ministero non adeguato, va ad aggiungersi all’attuale situazione occupazionale. Auspichiamo che solo meramente per un mea culpa, il governo possa dare segnali positivi a sostegno delle politiche attive messe in campo dalla Regione, in modo da poter far fronte al fallimento in tutti i sensi di questa vertenza. La sinergia di tutte le parti di questa vertenza deve trovare soluzioni occupazionali per tutti i 377 lavoratori”.

Grimaldi: "Messa a nudo la miopia del mondo imprenditoriale italiano"

"La vicenda dei lavoratori della ex Embraco ha messo a nudo la miopia del mondo imprenditoriale italiano e l’ipocrisia di una destra che parla di italianità ma non ha mai creduto a un’alternativa pubblica per un nuovo distretto italiano dei compressori: il ministro leghista Giorgetti, nonostante annunci trionfali in campagna elettorale, ha voltato più volte le spalle a Torino e ai lavoratori di quella azienda", sono le parole di Marco Grimaldi, capogruppo di Liberi Uguali Verdi in Regione.

"Credo che tutti dovremmo chiedere scusa ai 377 lavoratori ex Embraco", ha concluso Grimaldi.

Massimiliano Sciullo

Leggi tutte le notizie di MOTORI ›
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium