Un’altra serranda che si abbassa, un altro pezzo di memoria quotidiana che scompare dal tessuto del quartiere Lingotto. Con l’inizio del nuovo anno ha chiuso definitivamente la cartoleria “Carto Club”, all’angolo tra via Genova e via Finalmarina, storica attività aperta già negli anni Cinquanta e punto di riferimento per generazioni di residenti e studenti.
Per molti clienti abituali non era soltanto un negozio: era un luogo familiare, fatto di relazioni umane prima ancora che di acquisti. A mancare, oggi, non sono solo quaderni e penne, ma anche i due titolari, padre e figlio, sempre descritti come cortesi, educati e preparati, capaci di creare quel rapporto di fiducia che solo il commercio di prossimità sa offrire.
"Nessuno l'ha rilevata"
Negli anni Settanta e Ottanta, complice la vicinanza con la scuola Vittorino da Feltre, nello stesso isolato operavano addirittura due cartolerie. L’altra, in via Spotorno, aveva chiuso già molti anni fa. “Carto Club” è stata l’ultima a resistere, fino a oggi. Da tempo l’attività era in vendita, come segnalato anche da un annuncio, ma nessuno a quanto pare ha deciso di rilevarla.
La notizia della dipartita ha suscitato numerosi commenti sulla pagina Facebook del quartiere, dove i residenti hanno espresso amarezza e preoccupazione. Le serrande chiuse, del resto, portano degrado. E il degrado porta problemi e meno sicurezza. “Tristissimo. Che chiuda una cartoleria storica in prossimità delle scuole è sintomo di una città davvero mal messa”, scrive Paolo. Roberto aggiunge: “Che tristezza… ci andavo ai tempi delle elementari, dal 1972. Un pezzettino di storia che se ne va”.
Gli acquisti online
Le difficoltà dei piccoli esercizi commerciali sono sotto gli occhi di tutti: affitti elevati, costi di gestione in aumento e una concorrenza sempre più forte da parte dell’e-commerce, con colossi come Amazon che offrono prezzi più bassi e consegne rapide, ma senza restituire nulla in termini di socialità e presidio del territorio. Insomma, niente di nuovo sotto il sole. Problemi che vengono alla luce e che generano dibattito ogni volta che un negozio storico chiude. Magari finendo per essere soppiantato da un mini-market.
“Una perdita per una zona già provata da tanti negozi chiusi”, commenta un altro cittadino. “Bisogna riflettere su dove ci porterà comprare tutto online, magari risparmiando qualcosa, ma a quale prezzo? Le città e i quartieri rischiano di svuotarsi, con il degrado che ne consegue”.














