Un’altra serranda abbassata al Lingotto, un’altra attività storica che saluta il quartiere tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026. Dopo la recente chiusura della cartoleria di via Genova, ha cessato definitivamente l’attività anche la panetteria-caffetteria Pancaffé, all’angolo tra via Garessio e via Spotorno.
Chiuso da alcuni giorni
Il locale era già chiuso da alcuni giorni, ma ora sulla serranda è comparso anche l’avviso ufficiale di cessata attività, accompagnato da un messaggio di saluto e ringraziamento della titolare, Dominga, persona molto conosciuta e apprezzata dai residenti per la sua cortesia e simpatia. “Si avvisa che questa attività rimarrà chiusa definitivamente. Ringrazio di cuore tutti i miei fedelissimi clienti per avermi scelta in tutti questi anni, spero di lasciare in tutti voi un buon ricordo di me e auguri. Un buon anno a tutti”, si legge nel cartello affisso, che ha colpito molti passanti e clienti abituali.
Pancaffé non era soltanto una panetteria. Per il quartiere rappresentava un luogo di incontro quotidiano, una pausa caffè, due chiacchiere scambiate al banco, un punto di aggregazione che andava ben oltre la semplice vendita di pane e prodotti da forno.
Il dispiacere dei residenti
“Perdiamo un altro negozio, sono sempre di più le serrande abbassate”, scrivono alcuni residenti. “E soprattutto perdiamo la cordialità e il sorriso di Dominga”.
Il quadro che emerge è quello di un quartiere in difficoltà, segnato da una serie di chiusure ravvicinate che alimentano domande e dubbi. Tra costi di gestione sempre più elevati, consumi in calo e la concorrenza dell’online e delle grandi catene, i piccoli negozi di prossimità faticano a sopravvivere.
Effetto domino
Così il Lingotto, nel giro di poche settimane, ha perso due presìdi importanti della vita quotidiana: prima la cartoleria storica di via Genova, oggi la panetteria-caffetteria di via Garessio. Due luoghi diversi, ma uniti dallo stesso destino e dallo stesso valore: quello di essere stati, per anni, parte integrante del quartiere. E mentre le serrande restano abbassate, resta aperta una domanda sempre più urgente: che futuro avranno i quartieri senza i loro negozi di riferimento?












