Pm, giudici, avvocati e semplici cittadini scendono in campo contro la riforma che separa le carriere dei magistrati.
L'appuntamento è lunedì 12 gennaio, dalle 18 alla Polisportiva Campus dove si terrà la seconda edizione del torneo di calcio a 5 “Nessun grado di separazione”.
L’iniziativa, promossa dal comitato torinese “Giusto dire no”, quest’anno è aperta non solo alle toghe, ma anche ai magistrati della Corte dei conti, ad avvocati, cancellieri del Palazzo di giustizia, studenti e rappresentanti della società civile riuniti nella squadra “Amici del No”.
“Il comitato ‘Giusto dire no’ è composto da persone di diversa provenienza, ma tutte accomunate dalla difesa della Costituzione”, spiega la coordinatrice Flavia Panzano, giudice della Corte d’appello di Torino. L’iniziativa è una maniera di “fare squadra” in vista del referendum contro la riforma Nordio, che potrebbe tenersi il 22 e il 23 marzo prossimi.
L’obiettivo del torneo? Dimostrare anche simbolicamente che non è necessario dividere i percorsi professionali dei magistrati per garantire l’indipendenza e l’imparzialità. Da moltissimi anni a Torino pm, giudici e avvocati si incontrano e si scontrano sui campetti di calcio senza che ciò abbia mai danneggiato l’autonomia e l’onestà professionale di nessuno.
Alla base, nel calcio come nel lavoro quotidiano, c’è la condivisione delle norme, uguali per tutti. “Quando si gioca a calcio, i partecipanti rispettano le regole – conclude la coordinatrice Panzano –. Lo stesso viene fatto dalle parti nel corso del processo”.
In Piemonte, la campagna del comitato comincerà ufficialmente la sera di martedì 13 gennaio.












