Le porte chiuse dell'ufficio del sindaco aprono la polemica in Consiglio comunale. La sala più rappresentativa di Palazzo Civico, cuore simbolico del potere cittadino, resta esclusa dal percorso delle visite guidate e diventa oggetto di un confronto politico. A riaccendere il dibattito è un'interpellanza della consigliera di Torino Bellissima Silvia Damilano, che chiede conto delle ragioni della chiusura ai visitatori di uno degli ambienti più iconici e istituzionali del Municipio.
La consigliera ricorda come il 2025 abbia fatto registrare un record di visite guidate, con oltre 7.500 partecipanti, tra cui circa 500 dipendenti comunali e familiari. Un risultato definito positivo e legato anche al lavoro di promozione portato avanti dall'Amministrazione, che ha valorizzato le visite come strumento di trasparenza e di avvicinamento dei cittadini alle istituzioni.
L'ufficio del sindaco non visitabile
Proprio durante questi percorsi, però, è emersa una criticità. Come segnalato da cittadini e visitatori, la sala dell'Ufficio del Sindaco non risulta visitabile, nonostante venga indicata come una delle più belle e significative dell'intero Palazzo Civico, sia per il valore storico che per il pregio artistico e istituzionale. Un'esclusione che, si legge nell'interpellanza, ha suscitato perplessità e per la quale non sarebbero state fornite comunicazioni ufficiali.
A rispondere è la vicesindaca Michela Favaro, che riconosce pienamente il valore storico, artistico e simbolico della sala e l'interesse manifestato da cittadini e visitatori nel poterla conoscere. Tuttavia, la decisione di non consentire l'accesso diretto durante le visite guidate viene motivata da prevalenti esigenze di sicurezza, riservatezza e tutela della privacy, strettamente legate alla natura operativa e istituzionale dell'Ufficio del Sindaco.
La replica di Michela Favaro
Come spiegato dalla vicesindaca, l'ufficio è uno spazio di lavoro quotidiano in cui si svolgono attività sensibili, incontri istituzionali e momenti decisionali che richiedono condizioni adeguate di riservatezza, anche in relazione alla protezione delle persone e dei documenti presenti. Per questo motivo, l'accesso non è assimilabile a una fruizione ordinaria e continuativa come quella delle attuali visite guidate.
Accesso solo in occasioni straordinarie
La vicesindaca ricorda inoltre che anche nelle precedenti amministrazioni l'accesso della sala era regolato in modo diverso nel tempo e consentito solo in occasioni straordinarie, come eventi istituzionali o visite protocollari, sempre nel rispetto delle esigenze operative dell'Ufficio. Un'eccezione resta quella delle "Giornate FAI", durante le quali è stato consentito almeno l'affaccio dall'esterno, per permettere ai visitatori di osservare e apprezzare l'ambiente senza comprometterne la sicurezza.
Argomentazioni che, però, non soddisfano Damilano. Secondo la consigliera, dalla risposta emergerebbe una chiusura sostanziale a visitatori esterni: "Mi sembra di capire che ci sia una chiusura e che non sarà aperta ai visitatori. Invece l'ufficio avvicinerebbe le persone alle istituzioni e la cittadinanza all'arte e alla cultura. Quindi perché non aprirla, per esempio come avviene nelle visite alla Casa Bianca in cui si può accedere anche all'ufficio del presidente?".












