Un grande piano di formazione e reclutamento dedicato ai cantieri della nuova linea ferroviaria Torino‑Lione con l’obiettivo di accompagnare lo sviluppo economico e occupazionale in Valle di Susa. Mentre si dettano i tempi dell’opera dopo il completamento dei lavori dello svincolo autostradale di Chiomonte, infrastruttura utile per la movimentazione dei materiali estratti dalle gallerie e per l’accesso delle forze dell’ordine. Ora si può partire.
L'11 marzo sia comincerà ad operare
È stato confermato che, dopo una lunga fase preparatoria, nei prossimi mesi prenderanno avvio anche le opere principali sul versante italiano.
“L’11 marzo andremo a prendere la fresa in Germania e cominceremo a operare”, conferma Maurizio Bufalini direttore generale di Telt per l’Italia, responsabile della realizzazione e gestione della tratta transfrontaliera del Tav. Completato anche l’autoporto di San Didero, che verrà messo in funzione per liberare l’area dell’autoporto di Susa, necessaria alle attività cantieristiche.
Sul fronte occupazionale, Telt prevede di superare le 4.000 persone impiegate complessivamente, seguendo un modello già sperimentato con successo sul lato francese. In particolare il picco di lavoratori sul lato italiano arriverà a 450 nel prossimo biennio con lo scavo della prima fresa. Dal 2029 comincerà a operare una seconda fresa. Obiettivo dichiarato: terminare l’opera entro il 2033. Al momento si parla di 40 km di scavo (lato Francia) per un totale di 160 km. Circa al 25 per cento della realizzazione.
Intesa tra Regione, Agenzia Piemonte Lavoro e TELT
Per farlo servirà una gran quantità di maestranze anche altamente specializzate. Il piano di formazione ne include almeno mille. Il sistema, frutto di un’intesa tra Regione, Agenzia Piemonte Lavoro e TELT, punta a preparare e inserire circa mille lavoratori nei prossimi anni nei siti di costruzione dell’opera.
L’iniziativa è stata illustrata questa mattina al Centro Visitatori “Mario Virano” di Chiomonte dalla Vicepresidente e assessore al Lavoro della Regione Piemonte, Elena Chiorino, affiancata da Maurizio Bufalini, direttore generale di TELT, da Erminia Garofalo, direttore di Agenzia Piemonte Lavoro, e da Lorenzo Painati per l’Accademia delle Costruzioni. All’incontro hanno partecipato anche il Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno Wanda Ferro e il Sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia Andrea Delmastro, insieme ai rappresentanti dei raggruppamenti di imprese IPIVAS e UXT e ai sindaci dei Comuni interessati: Chiomonte, Giaglione, Salbertrand e Susa.
Le due direttrici principali
Il nuovo sistema si articola su due direttrici principali: recruiting e formazione. Sul fronte del reclutamento, Agenzia Piemonte Lavoro ha realizzato un’analisi dettagliata dei fabbisogni professionali previsti nei cantieri, per consentire alle imprese appaltatrici di anticipare lacune di competenze e facilitare l’accesso al mercato del lavoro dei profili più richiesti.
Parallelamente è stata rafforzata l’offerta formativa con percorsi mirati sulle competenze specifiche necessarie per lavorare sui cantieri della Torino‑Lione. Grazie alla collaborazione con l’Accademia delle Costruzioni e i principali cluster di imprese, sono stati predisposti corsi dedicati ai mestieri legati all’opera ferroviaria e programmi di aggiornamento professionale per l’uso dei nuovi software e macchinari in uso nel cantiere.
In un contesto di presentazione del progetto regionale, con la presenza di due membri del governo, c’è però chi porta il discorso dalla formazione a un altro piano. Quello delle ricadute sul territorio. A farlo il padrone di casa, il sindaco di Chiomonte, Roberto Garbati.
“Questo cantiere è presente da 15 anni - ha detto davanti a Delmastro e Ferro - qui sono tutti proprietari di terreni a cui non si piò accedere liberamente. Non si può accedere a uno dei siti del Neolitico più preziosi d’Europa, il museo è stato svuotato dai suoi reperti. Molti hanno qui vigneti di viticoltura eroica, ci sono pareti per praticare il boulder, percorsi per trekking interrotti”.
Il tema delle compensazioni
Ma la richiesta è sulle compensazioni. Quelle relative alla terza tranche da 50 milioni del 2024 promesse dal ministro Matteo Salvini, ma che, come conferma il sindaco, ancora non sono stati inseriti nel Cipes.
“È giusto che lo stato compensi - ha commentato Delmastro - lo stato lo ha già fatto e continuerà a garantirle”. Secondo il sottosegretario uno spiraglio potrebbe aprirsi in fase di assestamento della manovra finanziaria".














