Politica | 02 febbraio 2026, 17:35

Scontri corteo pro-Aska, Lo Russo: "Torino ferita". Il sindaco incalza Questura e Prefettura

Il primo cittadino ha poi annunciato la civica benemerenza per i poliziotti Alessandro Calista e Lorenzo Virgulti

Immagine d'archivio

Immagine d'archivio

“Torino è stata ferita nei suoi quartieri e spazi pubblici, nella società civile, nei negozi, nei giornalisti che facevano il loro lavoro e nei cittadini rimasti bloccati e prigionieri”. A poco meno di 48 ore degli scontri tra antagonisti e forze dell’ordine durante il corteo a sostegno di Askatasuna, che ha visto sfilare per le strade di Torino migliaia di persone, oggi il sindaco Stefano Lo Russo è intervenuto in Sala Rossa.

"Vigliacco colpire chi era a terra"

Una delle immagini simbolo della manifestazione è diventata quella del poliziotto Alessandro Calista picchiato mentre era terra da alcuni manifestanti, colpito anche con un martello. In suo soccorso è andato il collega Lorenzo Virgulti. “Condanno – ha detto - senza esitazione la violenza: c’è niente di rivoluzionario nel colpire un agente a terra, è vigliaccheria. La solidarietà alle forze dell’ordine è sostanziale, lo dico prima come uomo e poi come sindaco”.

Civica benemerenza ai due poliziotti

La Città di Torino, come già annunciato, si costituirà come parte civile contro i violenti degli scontri.  Ma Lo Russo ha poi annunciato un passo successivo: Palazzo Civico conferirà la civica benemerenza a Calista e Virgulti, come “riconoscimento simbolico a tutte le forze dell’ordine. Chi pratica la violenza fa un favore alla destra reazionaria, che costruisce alibi per mascherare la propria inadeguatezza”.

Richiamo a Questura e Prefettura

E sul tema della sicurezza, il sindaco dopo aver ricordato come migliaia di persone abbiano sfilato in modo pacifico, ha richiamato alle responsabilità Questura e Prefettura. “Era noto da tempo – ha detto - che a Torino sarebbero arrivati gruppo di violenti: come cittadino, prima ancora che come sindaco, mi aspetto che lo Stato sappia intervenire soprattutto quando le informazioni ci sono. E’ così che si tutela il diritto di manifestare pacificamente, separando chi delinque. Lo sgombero di Askatasuna non ha evitato le violenza, come era stato affermato  con sicumera da chi sosteneva che esisteva una relazione diretta tra la liberazione dell’immobile ed il ripristino dell’ordine pubblico”.

Dialogo con Meloni

E sul futuro dell’immobile, il primo cittadino ha ribadito che il palazzo di corso Regina Margherita 47 tornerà nella piena disponibilità della città. Ieri poi Lo Russo ha parlato con il presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Un colloquio corretto, – ha detto – nel quale ho riscontrato un livello di responsabilità e di misura che è apparso diverso rispetto a quello di alcuni suoi epigoni locali o di taluni ministri alla ricerca di spasmodica di visibilità”.

"Rosatelli si dimetta"

E durante il dibattito sia Forza Italia che Fratelli d’Italia, per voci dei capigruppo Federica Scanderebech e Enzo Liardo, hanno chiesto nuovamente le dimissioni dell’assessore alle Politiche Sociali Jacopo Rosatelli.  “Se lei sindaco non prende una decisione ferma – ha detto la consigliera azzurra – di allontanamento e di condanna (rispetto ad AVS ndr), diventa complice di ciò che sta accadendo”.

Va all'attacco dell'area più a sinistra anche il capogruppo dei Radicali Silvio Viale, che ha detto: "Alleanza Verdi Sinistra ha fatto da spalla ad Askatasuna, superando la linea rosse con successive tronfie dichiariazioni". 

Le repliche

Parole a cui ha replicato il consigliere di Sinistra Ecologista Emanuele Busconi:La richiesta di dimissioni è strumentale: continuiamo a condannare le violenze di sabato e gli autori dovranno risponderne nelle sedi opportune”.  “Siamo scesi in strada – ha proseguito - con 50mila persone, per esprimere il dissenso contro le politiche repressive di questo Governo. Le strade, le piazze e gli spazi pubblici di Vanchiglia devono essere restituiti alla cittadinanza”.

Per la capogruppo di Torino Domani Tiziana Ciampolini: “la scena del poliziotto colpito a martellate da una frangia violenta dei manifestanti cancella, in un attimo, le migliori intenzioni di una marea di persone arrivate a Torino per dire no al governo della repressione”. “I violenti – ha aggiunto - fanno solo il gioco di chi vuole usare altra violenza per reprimere il dissenso e la partecipazione dal basso. Se lo spezzone popolare di Vanchiglia non saprà impedire che quei violenti prendano il sopravvento, perderà la possibilità di costruire mediazioni generative per quel quartiere che legittimamente sta difendendo i suoi spazi sociali e intende riprendere il percorso della città per il pieno riconoscimento di quel luogo come bene comune”.

Cinzia Gatti

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