Cronaca | 06 febbraio 2026, 15:27

Violenze dentro il carcere di Torino: otto agenti condannati

Sei invece gli imputati prosciolti

Foto generica d'archivio

Foto generica d'archivio

Si è concluso con otto condanne per gli agenti della polizia penitenziaria il processo di primo grado sulle presunte violenze avvenute nel carcere Lorusso e Cutugno di Torino. Sette condanne - come riferisce l'agenzia di stampa Ansa - sono per il reato di tortura, una per rivelazione di atti d'ufficio.

I fatti tra il 2017 e il 2019

Gli imputati prosciolti sono sei, tra prescrizioni e formule di non aver commesso il fatto. Il procedimento riguardava episodi che si sarebbero verificati tra il 2017 e il 2019 nel padiglione C, area destinata ai detenuti ristretti per reati di natura sessuale.

La pena più alta inflitta è stata di tre anni e quattro mesi di reclusione, la più bassa di due anni e otto mesi.

redazione

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Johanna Finocchiaro

Buongiorno, Good morning, Bonjour, Buenos Días, Namasté!
Sono Johanna. Classe 1990, nata a Torino, appassionata di musica, viaggi, lingue straniere e poesia. Già, POESIA.
Scrivo sin dalla tenera età (mi sono innamorata di lei al nostro primo incontro, alle scuole elementari) e leggo, leggo tanto, sempre e ovunque. La mia massima fonte d'ispirazione è la natura e l'arte sua complice: mi conquistano l'immediatezza, la forza comunicativa, la varietà di forme e concetti espressi, la contraddizione.
Viaggiando ho compreso quanto il mondo sia immenso, dinamico ed io piccola. Mi ci sono adattata, pian piano, stravolgendo i piani e spostando i limiti. Oggi, continuo ad essere curiosa. E gioiosa. Mi occupo di divulgazione culturale e ho all'attivo quattro pubblicazioni: Clic (L'Erudita Editore), Ramificare (Eretica Edizioni), Specchi (Scrivere Poesia Edizioni), L'Atto versato (Edizioni Il Cuscino di Stelle). Obiettivo primario: sostenere una cultura consapevole, socialmente impegnata.
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Questa rubrica nasce sotto una buona stella o così mi piace pensare; si propone, con determinazione, di avvicinare il lettore a un genere letterario incompreso quanto testardo: la poesia.
Perché no!? Perché non recuperarla dal cassetto, vestirla con abiti nuovi, freschi, darle una possibilità? La possibilità di emozionarci, semplicemente questo: riflettere, sentire qualcosa, qualsiasi cosa, con e grazie a Lei.
Allontaniamoci dall'impostazione scolastica e dall'“analisi del testo”, lasciando spazio, invece, all'analisi del SENSO. Senso che sta per ragione e sensazione insieme. Impariamo a cercare la domanda, prima della risposta. E accendiamo il pensiero, tra racconti e storie positive che vado scovando per il mondo. Che dite, ci lanciamo nel viaggio? Al trasporto provvedo io!

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