Scuola e formazione | 12 febbraio 2026, 15:10

Oltre la fabbrica, il Poli si fa architetto della cosa pubblica: al lavoro su master per i dirigenti del domani

Domani l’inaugurazione dell’Anno Accademico dell’Ateneo di corso Duca degli Abruzzi. Il Rettore: “La PA diventi palestra di innovazione"

Vincenzo Tedesco e Stefano Corgnati

Vincenzo Tedesco e Stefano Corgnati

Non solo motore dell’industria o laboratorio d’eccellenza per la grande impresa. Il Politecnico di Torino decide di varcare i confini della produzione privata per farsi architetto della "cosa pubblica". In un’epoca segnata da trasformazioni profonde e da una crescente complessità dei sistemi decisionali, l’Ateneo di corso Duca degli Abruzzi guarda alla Pubblica Amministrazione come nuova frontiera dell’innovazione democratica.

La PA come "palestra"

​Se nell'immaginario collettivo il "Poli" è il partner naturale delle aziende e delle filiere produttive, nell’anno accademico che si va ad inaugurare la dimensione dell’amministrazione pubblica diventa centrale. Dalle autorità locali alla governance europea, passando per le realtà partecipate, le aziende sanitarie e le agenzie per l’energia e l’ambiente, l’Ateneo punta a iniettare know-how tecnico dove si decidono le politiche e si gestiscono i servizi essenziali.

​"La PA rappresenta una vera palestra di innovazione — sostiene il Rettore Stefano Corgnati — un contesto nel quale le competenze tecnico-scientifiche possono tradursi in politiche, servizi e infrastrutture capaci di generare un impatto diretto sulla qualità della vita delle persone”

Non si tratta, dunque, solo di innovazione tecnologica, ma di un cambiamento metodologico, organizzativo e regolamentare che mira a rendere le mansioni statali più efficienti.

Master specifici per la PA

Il pilastro di questa rivoluzione è la formazione. Il Politecnico sta guardando oltre l'offerta didattica tradizionale, ipotizzando l'attivazione di master specifici e percorsi di alta formazione oggi inesistenti, disegnati su misura per le necessità della PA moderna. L'obiettivo è formare una nuova classe di funzionari e dirigenti "tecnici" capaci di gestire la transizione digitale e ambientale con strumenti d'avanguardia. Un ritorno alle origini, con l'Ateneo che riscopre la sua identità storica di Scuola di Applicazione per gli Ingegneri, nata proprio per servire lo sviluppo dello Stato. Ma che guarda al futuro, in un contesto dove le norme spesso viaggiano a velocità differenti rispetto all’innovazione. 

"L'innovazione tecnologica - aggiunge Corgnati - non può penetrare nella società se non c'è innovazione normativa. I nostri esperti devono sedersi ai tavoli della legislazione per integrare le competenze tecniche con quelle giuridiche ed economiche”. Il tutto con uno sguardo sempre attento ai temi etici in tema di innovazione: “"Stiamo lanciando l'iniziativa 'Tech for Public Policy' con una scuola indirizzata a studenti, dottorandi e professori, per creare una sensibilità sulle tematiche etiche e sociali della tecnologia."

Non solo PA. Ma nell’anno del Poli continuerà ad esserci anche uno sguardo allo spazio. E alla cittadella che ha terminato le fasi di bonifica, con la gara aggiudicata e la successiva costruzione: "Sull'edificio 37 stiamo correndo. I tempi sono coerenti con il PNRR”. Quindi entro il 2026. L’auspicio del Rettore è che diventi "un presidio normativo per i nuovi temi della regolamentazione sulla Space Economy”. Un tema su cui già oggi il Poli dialoga con chi siede a Bruxelles. 

​Domani l’inaugurazione alle OGR

Domani, venerdì 13 febbraio, la cerimonia inaugurale dell'Anno Accademico. La cornice sarà la Sala Fucine alle Officine Grandi Riparazioni (OGR) di Torino con la partecipazione del Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e del Sindaco di Torino Stefano Lo Russo. A seguire la relazione del Rettore Stefano Corgnati e l'intervento del Direttore Generale Vincenzo Tedesco. La voce degli studenti sarà affidata a Lorenzo Baffert. Di particolare rilievo saranno i contributi di Paola Severino (Presidente SNA - Scuola Nazionale dell'Amministrazione) e Laura Ramaciotti (Presidente CRUI), che precederanno l'intervento conclusivo del Ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo. 

A rendere ancora più solenne il momento sarà l'intermezzo musicale affidato al Coro di voci bianche del Teatro Regio Torino, diretto dal maestro Claudio Fenoglio

Non mancheranno le proteste. Previsto un “picchetto” dell’Assemblea precaria davanti alle Ogr. Il rettore rimanda la questione al dialogo nelle sede istituzionali previste.

Daniele Caponnetto

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