Cronaca | 19 febbraio 2026, 07:16

Aveva un tenore di vita decisamente superiore a quanto dichiarava al Fisco: sequestrati 1,5 milioni a un mercante d'arte torinese

Le accuse di cui deve rispondere sono di autoriciclaggio e dichiarazione "infedele": a insospettire le Fiamme Gialle alcuni imponenti movimenti di denaro sul conto corrente

Operazione della Guardia di Finanza nei confronti di un mercante d'arte torinese

Operazione della Guardia di Finanza nei confronti di un mercante d'arte torinese

Aveva (e vendeva) opere di autori di primissimo piano. E conduceva una vita con un tenore decisamente sostenuto. Il tutto, però, non trovava alcun riscontro nelle sue dichiarazioni dei redditi, che erano piuttosto morigerate. Ecco cosa ha fatto accendere i riflettori della Guardia di Finanza su un commerciante d'arte torinese che ora deve rispondere delle accuse di dichiarazione infedele e autoriciclaggio. Intanto, nei suoi confronti, le Fiamme Gialle hanno effettuato un sequestro di beni per quasi un milione e mezzo di euro.

L'indagine è stata svolta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria Torino e si è concentrata sulla ricostruzione dell’effettiva operatività dell’indagato, in particolare attraverso accertamenti bancari e finanziari, visto che il mercante stesso aveva di fatto cessato l’attività espositiva in città. Sono così saltati fuori conti correnti intestati ai genitori del commerciante, ma gestiti da lui attraverso procure speciali rilasciategli sia dal padre, residente da tempo in un altro Paese europeo, dove era peraltro deceduto nel 2020, che dalla madre (ormai novantenne).

Sui conti correnti in questione sono state riscontrate movimentazioni di denaro incompatibili con i redditi ufficialmente dichiarati dal commerciante,: si trattava dei ricavi di vendite non dichiarate di opere d’arte (soprattutto quadri di arte contemporanea, alcuni anche di rinomati autori), avvenute pure attraverso note case d’asta.

I profitti complessivamente ottenuti mediante tale attività nascosta al Fisco sono risultati pari a 3,4 milioni di euro, da cui deriva un’Irpef evasa di circa € 1,5 milioni.

È stato scoperto, inoltre, che parte dell’illecito risparmio d’imposta è stato poi autoriciclato attraverso la sottoscrizione presso un intermediario finanziario di polizze vita dal valore di un milione di euro, nonché in un investimento immobiliare da 160mila euro in una località della riviera del Ponente ligure.

Ecco perché sono scattati i sequestri preventivi per un totale di quasi un milione e mezzo di euro.

redazione

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Johanna Finocchiaro

Buongiorno, Good morning, Bonjour, Buenos Días, Namasté!
Sono Johanna. Classe 1990, nata a Torino, appassionata di musica, viaggi, lingue straniere e poesia. Già, POESIA.
Scrivo sin dalla tenera età (mi sono innamorata di lei al nostro primo incontro, alle scuole elementari) e leggo, leggo tanto, sempre e ovunque. La mia massima fonte d'ispirazione è la natura e l'arte sua complice: mi conquistano l'immediatezza, la forza comunicativa, la varietà di forme e concetti espressi, la contraddizione.
Viaggiando ho compreso quanto il mondo sia immenso, dinamico ed io piccola. Mi ci sono adattata, pian piano, stravolgendo i piani e spostando i limiti. Oggi, continuo ad essere curiosa. E gioiosa. Mi occupo di divulgazione culturale e ho all'attivo quattro pubblicazioni: Clic (L'Erudita Editore), Ramificare (Eretica Edizioni), Specchi (Scrivere Poesia Edizioni), L'Atto versato (Edizioni Il Cuscino di Stelle). Obiettivo primario: sostenere una cultura consapevole, socialmente impegnata.
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Questa rubrica nasce sotto una buona stella o così mi piace pensare; si propone, con determinazione, di avvicinare il lettore a un genere letterario incompreso quanto testardo: la poesia.
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