Mancano poco più di due settimane al “Motoraduno Internazionale di Primavera” di Fossano, in programma sabato 21 e domenica 22 marzo , che, per l’edizione del 2026, oltre agli stand e alle esibizioni nel centro della Città, si arricchirà della presenza di un autentico professionista delle due ruote: Roberto Rolfo.
Stiamo parlando dell’ex campione della MotoGP, Moto 2, Endurance, Supersport e Superbike, originario di Pino Torinese, che da 10 anni vive in Svizzera nel Canton Ticino, ottenendo anche il passaporto elvetico.
Dal 2017, forte delle sue esperienze su pista, appeso (forse) il casco al chiodo, ha deciso di fondare la scuola RR44 per estendere le sue conoscenze anche ai meno esperti ma appassionati di guida in sicurezza in moto. La RR44 riprende le iniziali del nome e del cognome dell’ex pilota, nonché il numero fedele che l’ha accompagnato per lunghi trascorsi di carriera. Abbiamo intervistato Roberto Rolfo in esclusiva.
Rolfo, lei di fatto sarà padrino del Motoraduno internazionale fossanese, a 30 anni dall’esordio ufficiale in sella a una moto ufficiale da gara nel campionato mondiale della categoria 125 e festeggerà anche il suo compleanno, per i suoi 46 anni che compirà il prossimo 23 marzo.
“Sì, confermo tutto. Ho in realtà già cominciato a correre, tornando nel 1994 a 14 anni, età minima per poter prendere parte alle competizioni di livello. Rivelo che sono da sempre stato innamorato delle categorie intermedie come la 250cc, guidando moto a due tempi che garantivano più potenza, leggerezza e velocità rispetto a quelle più grandi e agli esordi. Al contrario di altri, non sono mai salito in sella a mini moto. Il 4 sulla livrea della moto era inizialmente il numero che scelsi, attratto dal numero e dai colori blu di quella dell’allora campione francese Christian Sarron. Successivamente diventò 44, che sarebbe stata l’età massima e obiettivo in cui avrei ancora voluto guidare una moto in un campionato del mondo”.
Quali sono state le emozioni quando era pilota professionista?
“Il Motomondiale è la competizione che durante la mia carriera mi ha affascinato di più in assoluto, ma ho bei ricordi per ogni campionato in cui ho gareggiato: dal 1998 al 2004 nella 250 con Aprilia e Honda, riuscendo a diventare vice campione del Mondo nel 2003, proseguendo nel 2005 in MotoGP in sella alla Ducati Pramac, con un decimo posto in Inghilterra a Silverstone e gare di livello in California a Laguna Seca. Poi la Superbike, dove nel 2009 arrivai quarto assoluto e la Moto 2 dal 2010 al 2012. E ancora il campionato Supersport, dal 2013 al 2017, con la vittoria in sella alla MV Augusta e dal 2018 al 2024 all’Endurance Stock, diventando campione del mondo nel 2019 e 2020 e arrivando a podio nell’ultima mia gara di carriera, forse, della 8 ore di Suzuka. Un esempio di uomo e pilota era l’australiano Troy Bayliss. Ottima persona fuori delle piste, ma quando c’era però da dare il gas, non ce n’era per nessuno”.
Ci può svelare le caratteristiche della sua scuola, la RR44, che presenterà anche durante il Motoraduno?
“È una scuola di pilotaggio nata nel 2017. Qui adottiamo moto intermedie, le pit bike, con ruote da 12 pollici, permettendo di insegnare a tutti il corretto posizionamento in sella, allenando anche piloti o coloro che si vogliono avvicinare a questo mondo, ovviamente in sicurezza. Generalmente la preparazione avviene nei kartodromi, il più vicino nel territorio piemontese è quello di Busca. La mia scuola poi si estende inoltre nel nord Italia, Spagna, passando per Dubai. Consiglio a tutti gli interessati di provare le esperienze in pista in moto, capendo le traiettorie e le posizioni, insegnandole però su kartodromi con velocità ridotte rispetto ai circuiti di Mugello e Misano”.
Cuneo Lube, che lavora da anni al fianco di professionisti e aziende con prodotti e consulenza nel mondo dei lubrificanti, sarà uno dei prestigiosi partner a sostenere Rolfo al Motoraduno, che presenterà anche l’abbigliamento nuovo e il materiale brandizzato, per capire subito l’identità del progetto.















