Si sposta in autunno il Festival Internazionale dell’Economia. La quinta edizione infatti si svolgerà dal 22 al 25 ottobre.
Una scelta pensata per coinvolgere di più i giovani, in particolare studentesse e studenti, quando scuole, università e imprese sono pienamente operative.
In autunno per coinvolgere gli studenti
“Una scelta legata alla richiesta della città che sosteneva fosse più facile per le scuole, a giugno impegnate per gli scrutini. A ottobre inoltre è più facile trovare relatori esterni. Avremmo cinque premi Nobel: il Festival si svolgerà una settimana dopo la consegna dei premi. Tra gli ospiti programmati ce ne potrebbero essere altri” spiega il direttore del Festival, Tito Boeri. Tema della quinta edizione “Salvare il welfare state”.
Il bivio tra spesa militare e protezione sociale
“Lo Stato sociale deve essere riformato. Dovrà affrontare delle sfide impegnative - spiega il direttore scientifico Tito Boeri - Tra queste il nuovo scenario geopolitico mondiale, perché è ovvio che se si spende di più per i cannoni si tolgono risorse al welfare state”.
Tra gli aspetti da analizzare il minore impegno delle aziende, ma anche la gestione dell’immigrazione.
“In passato le imprese erano più impegnate sul sociale. Oggi hanno ridotto il loro impegno ed è preoccupante, perché se ci sono pressioni sui bilanci pubblici, il privato sarebbe chiamato a sopperire”, ha aggiunto Boeri.
Salario minimo e gestione dei flussi migratori
Quali dunque gli interventi diretti per alleviare la morsa della povertà sulla cittadinanza?
“Ci sarebbe bisogno di un salario minimo e andava riformato il reddito di cittadinanza. Si potrebbe inoltre fare di più nel gestire meglio l’immigrazione. Questa guerra nel Medio Oriente rischia di scatenare nuovi rifugiati. Noi abbiamo bisogno di persone che non scappino dal proprio Paese ma che vengano qui per lavorare.”
L'emergenza demografica e la base contributiva
“Stiamo andando verso la più grande emergenza del mondo occidentale, quella demografica - sostiene il sindaco Stefano Lo Russo-. Se ne parla troppo poco ma si riverserà sull’economia e sul welfare in maniera molto più rapida di quanto pensiamo. Per mantenere lo stato sociale bisogna avere una maggiore base contributiva e una popolazione attiva superiore a quella in quiescenza. Se vogliamo garantire ai nostri figli e nipoti condizioni degne non c’è alternativa all’incremento demografico. Bisogna quindi avere uno Stato che aiuti ad avere figli e ripensare i criteri con cui gestiamo l’immigrazione. Abbiamo il 29% di bambini senza cittadinanza, ma gli immigrati sono quelli che ci consentono di avere una prospettiva finanziaria di lungo periodo. O rapidamente cambiamo approccio o a breve non avremo più soldi per sanità e scuole e produrremo quella diseguaglianza che invece con lo stato sociale non c’è”.
Cinque Premi Nobel sotto la Mole
Per quattro giorni Torino ospiterà economisti, sociologi, demografi, scrittori e altri esperti di diverse discipline in un ricco palinsesto di incontri gratuiti e aperti a tutti. Interverranno, tra gli altri, i Premi Nobel per l’Economia Philippe Aghion, David Card, Joel Mokyr, James A. Robinson e Michael Spence.












