Sanità | 15 marzo 2026, 17:58

Una partita di walking football che fa bene al cervello

Domani all’oratorio San Domenico, il Pinerolo Luserna W. F. e una squadra composta dal personale sanitario di neurologia e riabilitazione dell’ospedale Agnelli si affronteranno sul campo da calcio

Una partita di walking football che fa bene al cervello

Il walking football fa bene anche al cervello. Domani, lunedì 16 marzo, l’oratorio San Domenico di Pinerolo (ingresso in via Luciano, accanto al cinema Ritz), ospiterà una partita amichevole di calcio camminato tra il Pinerolo Luserna W. F. e una squadra rappresentativa della neurologia e della riabilitazione dell’ospedale di Pinerolo. L’evento, che inizierà alle 16, è organizzato in occasione della Settimana mondiale del cervello che si svolgerà dal 16 al 22 marzo. “La Settimana è promossa dalla società italiana di neurologia per diffondere la prevenzione. Al suo interno abbiamo deciso di organizzare l’evento con il coinvolgimento del personale sanitario di neurologia, riabilitazione e con il sostegno della struttura per la promozione della salute dell’Asl To3” spiega Carmelo Labate, direttore di Neurologia presso l’Ospedale Agnelli.

Lo sport e l’attività fisica moderata sono considerati come il fulcro della prevenzione delle malattie vascolari e delle demenze. Il walking football è stato scelto per diversi motivi: “Le sue caratteristiche che lo rendono adatto dal punto di vista cardiologico e neurologico: si cammina e al tempo stesso ci si diverte, non ci sono scontri diretti e la socialità viene incentivata” dettaglia Labate.

Nell’evento è stata coinvolta la società sportiva Pinerolo Luserna W. F., che da anni promuove il calcio camminato e partecipa a tornei in tutta Italia. “Da tempo eravamo determinati a organizzare un evento con una ricaduta sociale. E questa è stata la buona occasione” rivela Guido Destefanis, presidente dell’associazione. Sono una quarantina i giocatori della Pinerolo Luserna W. F. e due di loro convivono con il Parkinson: “Questo è uno sport compatibile con alcune malattie soprattutto perché non è previsto lo scontro fisico” commenta Destefanis.

Il modello di coinvolgimento dei malati nell’attività sportiva è quello anglosassone, così come spiega Labate: “In Inghilterra da tempo ormai si promuove il walking football tra i parkinsoniani. In quel contesto sono già stati registrati numerosi riscontri positivi sugli effetti sulla salute di un’attività fisica di questo tipo.”.

All’evento parteciperà anche il gruppo di sensibilizzazione sul Parkinson ‘I tremolini’.

Elisa Rollino

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