Politica | 16 marzo 2026, 17:49

Via Le Chiuse, l'Asl prova a rassicurare: “Il presidio sarà ampliato”

I consiglieri regionali del Pd sul piede di guerra: "Forte il timore che la riorganizzazione territoriale si traduca in un impoverimento dei servizi per i quartieri Campidoglio e San Donato"

Una immagine del poliambulatorio di via Le Chiuse

Una immagine del poliambulatorio di via Le Chiuse

“Il presidio di via Le Chiuse non verrà chiuso ma sarà anzi ampliato. Al primo piano rimarrà operativo il Centro disturbi cognitivi e demenze (Cdcd), mentre al piano terra verrà collocato il Centro di salute mentale della zona San Donato”. Lo ha spiegato in un’audizione delle Quarta Commissione, presieduta da Luigi Icardi, il direttore del distretto Nord ovest dell'Asl Città di Torino, Carlo Romano, in relazione alla petizione popolare che chiede il mantenimento del poliambulatorio. 

“Il centro prelievi e gli uffici amministrativi erano stati temporaneamente trasferiti in via Le Chiuse 66 da via Pacchiotti 4 per consentire la messa in opera della nuova Casa di Comunità. Al termine dei lavori ritornano quindi nella sede in cui erano già operativi”.
Prima della direzione generale dell’Asl, la Commissione ha sentito i primi firmatari della petizione, che chiedono di “mantenere il presidio attivo e ampliare i servizi, garantendo le attività sanitarie previste dalle Case di Comunità “Spoke” sulla base del dm 77/22, ovvero cure primarie, punto unico di accesso socio-sanitario, punto prelievi, ambulatorio infermieristico, servizi amministrativi per la scelta e revoca del medico di base, e Centro unico prenotazioni”. 

“Il presidio rappresenta un riferimento sanitario per la popolazione dei quartieri Campidogli e San Donato – hanno detto – che è di 45 mila abitanti con oltre 27 mila nuclei monofamiliari composti in prevalenza da persone anziane, che con la chiusura dovranno fare capo ad un ambulatorio più distante e mal collegato dal trasporto pubblico locale”.
Hanno posto domande Alice Ravinale (Luv), Monica Canalis e Gianna Pentenero (Pd), Roberto Ravello (Fdi).

"Nonostante le rassicurazioni tecniche fornite dal Direttore del Distretto Nord-Ovest, il dr. Carlo Romano, resta forte il timore che la riorganizzazione territoriale si traduca in un impoverimento dei servizi per i quartieri Campidoglio e San Donato. È un errore  non cogliere l'occasione del PNRR per potenziare l'offerta sanitaria in zone che contano oltre 45.000 residenti, dove la demografia è profondamente mutata e richiede risposte di prossimità più forti, non trasferimenti o ridimensionamenti. La nostra battaglia, al fianco dei cittadini, è centrata sulla garanzia che i servizi fondamentali restino dove la gente vive. Chiediamo che in via Le Chiuse siano confermate le attività di assistenza primaria, i prelievi, l'ambulatorio infermieristico e tutti quegli sportelli amministrativi, come la scelta e revoca del medico, che sono vitali per chi ha difficoltà di spostamento. Allo stesso tempo, pretendiamo certezze sulla piena e reale accessibilità della sede di via Pacchiotti, che non può essere considerata una soluzione se non garantisce un accesso agevole a tutta l'utenza": è la richiesta che arriva da Gianna Pentenero, Daniele Valle, Monica Canalis e Alberto Avetta, consiglieri regionali del Pd.

"In un momento in cui la sanità piemontese dovrebbe fare un salto di qualità con l'arrivo di una quantità di risorse attraverso il PNRR, proponiamo inoltre di integrare nei presidi territoriali un servizio di psichiatria di base, una necessità sempre più evidente per rispondere alle nuove fragilità sociali. Le risorse ci sono, ma vanno usate per confermare tutte le Case di Comunità come veri e propri "Hub" di servizi attivi, evitando che la razionalizzazione diventi, nei fatti, un taglio mascherato. La salute deve restare un bene di quartiere, vicino a chi ne ha più bisogno", hanno concluso gli esponenti dem.

comunicato stampa

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