Attualità | 17 marzo 2026, 11:50

Il primo presidente torna in campo per non perdere Legambiente in Val Pellice

Renato Armand Hugon subentra temporaneamente ad Andrea Crocetta in attesa di trovare una nuova guida

Una giornata di Puliamo il mondo, con i bambini

Una giornata di Puliamo il mondo, con i bambini

È stato socio fondatore e primo presidente, ora Renato Armand Hugon, 75 anni, è tornato alla guida del Circolo Legambiente per evitare che la Val Pellice perdesse l’associazione. Andrea Crocetta, per motivi personali, ha dovuto lasciare la guida e Armand Hugon ha preso in mano il timone, da traghettatore: “Crocetta non poteva continuare come presidente, ma è rimasto socio attivo. Nell’ultimo periodo ci siamo trovati in difficoltà perché non c’era qualcuno che potesse prendere il suo posto, per questioni di tempo e disponibilità. Mi sarebbe dispiaciuto rinunciare al gruppo Val Pellice per essere accorpati a Pinerolo o Barge, quindi al momento lo sostituisco io. La mia è però una carica temporanea, in attesa di trovare un socio che possa assumerla in maniera più definitiva”, precisa.

Armand Hugon era stato il primo presidente del Circolo, dalla sua fondazione che risale alla fine degli anni ’80: “Sono rimasto in carica per i primi quindici anni circa, poi come era più che giusto che fosse ho ceduto l’incarico e a me sono seguiti altri tre presidenti. Ora diventa anche una questione anagrafica, è giusto lasciare spazio ad altri, ai più giovani. Si tratta semplicemente di una situazione di necessità per cui mi sono reso disponibile provvisoriamente”.

I cambiamenti nel fare ambientalismo

Nella sua esperienza pluridecennale come socio dell’associazione Armand Hugon ha potuto vedere come il mondo sia cambiato dal punto di vista della società, degli interessi, del modo di comunicare: “Agli inizi fare ambientalismo non era come oggi, si andava sulle barricate ma c’era seguito, l’argomento era sentito, si facevano dei comunicati stampa e il pubblico si informava e si faceva un’opinione a riguardo tramite i giornali”, ricorda.

Oggi si constatano molte più difficoltà di comunicazione e meno partecipazione da parte della popolazione: “Tutti danno un giudizio sulla base di post o contenuti in molti casi pubblicati senza criterio. Se la partecipazione una volta era fisica, con più cortei, ora si limita spesso a una reazione sui social, è solo più virtuale”.

Le iniziative proposte tra ieri e oggi

Nei primi anni Duemila il Circolo ha organizzato in valle i campi di volontariato, in linea con quelli organizzati a livello nazionale e internazionale. “È qualcosa di cui ci sentiamo particolarmente fieri. L’abbiamo proposto per diversi anni, già durante le mie ultime presidenze. Sono state esperienze molto belle, ragazzi tra i 18 e 35 anni venivano in Val Pellice e generalmente il nostro obiettivo era quello di occuparci della manutenzione sui sentieri, l’abbiamo fatto ad esempio ad Angrogna e a Villar Pellice. Una volta, però, abbiamo presentato anche una ricerca e dei censimenti su una farfalla – ricorda Armand Hugon –. Oggi è difficile trovare chi segue e si impegna per queste cose, sono esperienze bellissime ma c’è una certa responsabilità da parte di chi coordina. A queste persone facevamo conoscere delle realtà diverse, la nostra storia in Val Pellice”.

Altra iniziativa che aveva riscosso successo qualche anno fa era stato il ‘PELLICino’, un mini trekking per famiglie, bambini e genitori, appoggiandosi nei rifugi in Val Pellice: un modo per fargli conoscere l’ambiente.

L’associazione aveva inoltre suggerito al Comune di Bobbio Pellice di sistemare la Caserma della Biava: “È di proprietà comunale e si potrebbe aggiustarla per farne luogo di ritrovo per iniziative ambientali. L’idea al momento però è latente, non ci sono risorse per metterla in atto. Idee belle ce ne sarebbero tante, mancano le forze”.

Il Circolo Legambiente Val Pellice, che oggi si aggira sulle 30-40 persone, continua però a seguire costantemente le campagne nazionali come ‘Puliamo il mondo’ con i Comuni e le scuole locali, ma si muove anche per questioni territoriali come la riapertura della linea ferroviaria sospesa Pinerolo-Torre Pellice, sollevata con un flash mob lo scorso 8 novembre, e le preoccupazioni ambientali per l’abbattimento degli alberi di via Monte Granero.

“Sul problema dei rifiuti, altra questione ancora molto viva, sabato 28 marzo, insieme all’associazione Riuso di Torre Pellice, proietteremo il film ‘Waste land’ al Teatro del Forte”, conclude Armand Hugon.

Sabina Comba

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