Gusto e Gusti | 18 marzo 2026, 06:00

CouCou: la schiettezza dei sapori francesi nel cuore di Torino

Atmosfera informale, servizio affabile e cucina di carattere: in questo locale la semplicità si trasforma in stile. E i piatti, dall’eleganza dell’Ostrica Martini fumée alla forza della Tartiflette, fino al Cordon bleu dalla panatura perfetta, sono un autentico viaggio nei sapori d’Oltralpe

CouCou: la schiettezza dei sapori francesi nel cuore di Torino

Location e atmosfera

Basta entrare da CouCou per percepire immediatamente un'atmosfera inattesa: i pavimenti delle sue stanze e l’austerità delle sue pareti spoglie, contrariamente a ciò che ci si aspetterebbe, riescono a trasmettere un calore sobrio, subito amplificato da una serie di dettagli: dalla lavagnetta che annuncia i piatti del giorno fino all’originale e ben pensata carta dei cocktail, dai tavolini non enormi ma “giusti” fino alla baguette servita con nonchalance in un sacchetto di carta, dal volume misurato della musica fino alla cortesia che percepirete come un tratto identitario di questo locale, tutto vi farà trovare a vostro agio. A convincervi definitivamente che la vostra è stata una scelta azzeccata saranno i piatti che via via vi verranno serviti.

Conquistati dai sapori d'Oltralpe

La qualità complessivamente alta della proposta di CouCou emerge già col primo piatto, scelto tra quelli del giorno: un’intrigante Ostrica Martini Fumée nella quale beurre blanc, Vermouth dry e polvere di ginepro si amalgamano perfettamente, lasciando al palato un potente retrogusto di huître.

 Un equilibrio di sapori e una forza che si ritrova, senza difficoltà, sia nelle Anchois cantabriques rese particolarmente interessanti dalla freschezza loro regalata dall’olio al prezzemolo, 

sia nella Tartiflette alla quale il Reblochon e la pancetta affumicata imprimono un sapore vigoroso e avvolgente. 

E sulla stessa linea, confermando la costanza e l’abilità della cucina nel promuovere il gusto d’Oltralpe, mi sono sembrati anche la Soupe d’oignon, reinterpretata in una chiave della quale a connotare l’assaggio era un equilibrato sapore di cipolla bruciata,

 e il Cordon bleu, reso particolarmente accattivante sia dalla perfetta panatura, del tutto in sintonia con la morbidezza del contenuto, sia dalla purè – davvero buona! – che l’accompagna. 

Si chiude in bellezza con una Tarte au citron tanto decisa da risultare quasi “assoluta” nella sua intensità agrumata e perfetta per chi ama il limone senza compromessi.

Se l’unico neo sono i calici da vino

ll servizio è in perfetta sintonia con lo spirito del posto: gentile, cortese, mai invadente. Ogni piatto arriva accompagnato da una parola di spiegazione e da un sorriso che arricchiscono l'esperienza senza appesantirla. La cantina merita una menzione a parte: selezione francese a tutto campo, decisamente interessante e mossa da una dichiarata intenzione di crescere. Unico appunto, i calici da vino: funzionali, ma non all'altezza della proposta enologica; un neo che andrebbe tuttavia decisamente rimosso e che valorizzerebbe ulteriormente un indirizzo che, forse proprio per la sua capacità di lasciar prevalere la sostanza sulla forma, vale davvero la pena segnarsi. Senza dimenticarsi che, aprendo alle 18.00, può rappresentare anche una buona occasione per un buon aperitivo.


 

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COUCOU

Tipologia locale: ristorante

Indirizzo: Via Carlo Ignazio Giulio 2/G

Telefono: (+39) 011 18837059

Prezzi: Petit plats (4/5€), Plats (13/22€), contorni (6€), formaggi (10€) dolci (6-8€); coperto (2.50€).

Servizi: piatti vegetariani; dehors estivo; animali ammessi.

Ultima visita (cena): marzo 2026

Sensazioni al volo: Un posto che invoglia a tornare: per l’atmosfera sobria, per l’ambiente informale, per il servizio affabile, ma soprattutto per i piatti che garantiscono un viaggio autentico nei sapori francesi. Con un unico appunto: i calici da vino che, anche tenuto conto della proposta enologica valida e in crescita, varrebbe la pena ripensare.

Piergiuseppe Bernardi

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Johanna Finocchiaro

Buongiorno, Good morning, Bonjour, Buenos Días, Namasté!
Sono Johanna. Classe 1990, nata a Torino, appassionata di musica, viaggi, lingue straniere e poesia. Già, POESIA.
Scrivo sin dalla tenera età (mi sono innamorata di lei al nostro primo incontro, alle scuole elementari) e leggo, leggo tanto, sempre e ovunque. La mia massima fonte d'ispirazione è la natura e l'arte sua complice: mi conquistano l'immediatezza, la forza comunicativa, la varietà di forme e concetti espressi, la contraddizione.
Viaggiando ho compreso quanto il mondo sia immenso, dinamico ed io piccola. Mi ci sono adattata, pian piano, stravolgendo i piani e spostando i limiti. Oggi, continuo ad essere curiosa. E gioiosa. Mi occupo di divulgazione culturale e ho all'attivo quattro pubblicazioni: Clic (L'Erudita Editore), Ramificare (Eretica Edizioni), Specchi (Scrivere Poesia Edizioni), L'Atto versato (Edizioni Il Cuscino di Stelle). Obiettivo primario: sostenere una cultura consapevole, socialmente impegnata.
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E POE...SIA!
Questa rubrica nasce sotto una buona stella o così mi piace pensare; si propone, con determinazione, di avvicinare il lettore a un genere letterario incompreso quanto testardo: la poesia.
Perché no!? Perché non recuperarla dal cassetto, vestirla con abiti nuovi, freschi, darle una possibilità? La possibilità di emozionarci, semplicemente questo: riflettere, sentire qualcosa, qualsiasi cosa, con e grazie a Lei.
Allontaniamoci dall'impostazione scolastica e dall'“analisi del testo”, lasciando spazio, invece, all'analisi del SENSO. Senso che sta per ragione e sensazione insieme. Impariamo a cercare la domanda, prima della risposta. E accendiamo il pensiero, tra racconti e storie positive che vado scovando per il mondo. Che dite, ci lanciamo nel viaggio? Al trasporto provvedo io!

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