Attualità | 19 marzo 2026, 11:43

Due Rsa al posto dell’ex Imper: ma incombe anche l’ennesimo supermercato

L'area industriale di strada Lanzo verso la trasformazione: nascerà una nuova strada, dubbi sui tempi

L'ex Imper verso la trasformazione

L'ex Imper verso la trasformazione

Dopo oltre trent’anni di abbandono, il maxi isolato che comprende l’ex fabbrica chimica Imper si prepara a cambiare il volto di Barriera Lanzo: tra strada Lanzo, via Durando e strada della Venaria, a ridosso del complesso scolastico Parri e del Comune di Venaria. Un’area ormai caratterizzata da tempo da capannoni dismessi, attività artigianali residue e spazi inutilizzati, destinata a una trasformazione profonda che vedrà due rsa, in prima battuta, ma anche un supermercato, in un secondo tempo. 

Due rsa al centro del progetto

Il progetto, articolato in diverse fasi, prevede bonifiche, nuove edificazioni e opere di urbanizzazione. Cuore dell’intervento sarà la realizzazione di due residenze sanitarie assistenziali (Rsa), con una capacità complessiva di 200 posti letto (80 e 120), affiancate da aree verdi, parcheggi e servizi.

Sul piano infrastrutturale, è prevista la realizzazione di una nuova strada pubblica di collegamento tra strada Lanzo e strada della Venaria, completa di illuminazione e sottoservizi, per un valore di circa 900 mila euro. In programma anche il rifacimento dei marciapiedi con abbattimento delle barriere architettoniche e l’introduzione di rialzi pedonali. "Siamo soddisfatti che i privati abbiano preso in considerazione quest’area - ha sottolineato il coordinatore alla Viabilità della Circoscrizione 5, Bruno Francavilla -. L’arrivo di una nuova viabilità porterà anche un nuovo incrocio semaforico e rialzi pedonali".

Dubbi sulle tempistiche

I tempi, questo è il vero nodo, rimangono incerti. L’intervento, che potrebbe svilupparsi in un arco temporale compreso tra i 5 e i 10 anni, rappresenta però solo il primo lotto di trasformazione: l’ex stabilimento Imper vero e proprio resta escluso da questa fase ed è oggetto di un diverso progetto ancora in fase di valutazione.

Nel dibattito pubblico, però, sono emerse diverse criticità. A cominciare dal discorso bonifica, tirato in ballo da Armando Monticone del circolo Legambiente L’Aquilone, legato al passato industriale dell’area. Qui i tecnici hanno precisato che gli interventi di risanamento saranno a carico dei proprietari, ma non riguarderanno, almeno in questa fase, l’ex stabilimento principale.

Politica divisa

Anche sul piano politico il progetto divide. Per il coordinatore al Commercio, Alfredo Ballatore, si tratta di "un primo passo concreto verso la riqualificazione", con l’auspicio che gli oneri di urbanizzazione possano sostenere il commercio locale. Critico invece Pasquale Frisina, che ha parlato di "un intervento di cui non si sentiva il bisogno", sottolineando come le Rsa abbiano costi spesso non accessibili per molti cittadini e lamentando la mancanza di investimenti pubblici alternativi, ad esempio per i giovani.

Dubbi anche da Federica Laudisa, Sinistra Ecologista, che ha chiesto maggiori garanzie sul verde e sul rapporto tra superfici costruite e spazi aperti, anche in funzione del contrasto alle ondate di calore. Mentre in passato il caso è stato analizzato anche a Palazzo Civico con un'interpellanza del consigliere di Torino Bellissima, Pierlucio Firrao.

Il supermercato che avanza

A far discutere è anche il futuro commerciale dell’area: oltre alle residenze sanitarie, è infatti prevista ( in futuro, all'interno di un altro lotto) la possibile realizzazione di una struttura di media vendita fino a 1.800 metri quadrati. Un’ipotesi che alimenta le preoccupazioni per l’ulteriore espansione della grande distribuzione.

Resta infine aperto il capitolo delle compensazioni ambientali: tra le aree individuate figurano l’area Pepe (proposta della consigliera Carmela Ventra) e i giardini Vanoli  (proposta della consigliera Cinzia Redavid), mentre il Comune avrebbe valutato anche uno spazio nell’ex mattatoio di via Traves.

Philippe Versienti

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