Politica | 20 marzo 2026, 17:08

Nuova Pac 2028-2034, Bongioanni: "Piemonte disponibile a guidare il coordinamento delle Regioni del Nord-Ovest"

"Difendiamo il ruolo dei territori contro il rischio di un nuovo accentramento"

Il tavolo con l'assessore regionale Paolo Bongioanni

Il tavolo con l'assessore regionale Paolo Bongioanni

Una giornata di confronto attorno alle prospettive, incognite e futuri scenari del nuovo Piano Strategico 2028-34 della Pac, la Politica agricola comune dell’Unione Europea. Il seminario Futura Pac. La Pac post-2027 alla prova dei fatti - organizzato dalle Regioni Piemonte, Lombardia, Liguria e Valle d’Aosta con il supporto di Crea e Rete Rurale Pac - ha riunito giovedì 19 marzo al Grattacielo della Regione Piemonte oltre 300 tra amministratori pubblici, esperti di settore, dirigenti e funzionari della Commissione europea, associazioni di categoria e istituti di ricerca. Quello di Torino è il primo di 4 incontri itineranti sul tema, in programma nei prossimi mesi in altre regioni italiane.

A presiedere i lavori l’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni. Sono intervenuti gli assessori all’Agricoltura della Regione Lombardia Alessandro Beduschi, della Regione Liguria Alessandro Piana e della Regione autonoma Valle d’Aosta Speranza Girod, il Capo Unità della direzione generale della Commissione Europea Filip Busz e i direttori delle Autorità di Gestione delle Regioni Basilicata e Veneto. In collegamento video il Ministro dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste Francesco Lollobrigida e il direttore di Agea Fabio Vitale.

«Nella marcia di avvicinamento e messa a punto della nuova Pac - annuncia l’assessore Bongioanni - il Piemonte è disponibile a guidare il coordinamento delle Regioni del Nord-Ovest con Lombardia, Liguria e Valle d’Aosta nell’interlocuzione con il Masaf e quindi con l’Europa. Di fronte alla prospettiva della Commissione, ufficializzata lo scorso 16 luglio 2025, di affidare la nuova Pac a un fondo unico che per il settennio 2028-34 assorbirà tutti i diversi fondi Ue come Feaga, Feasr e altri fondi di coesione, si fa concreto il rischio che il ruolo delle Regioni venga decisamente ridimensionato nella programmazione e si limiti solo più a funzioni di mera attuazione di quanto deciso altrove. Per questo dobbiamo rafforzare la nostra capacità di fare governance a più livelli, per difendere il ruolo dei territori contro il rischio di un nuovo accentramento e dell'aumento di una burocrazia europea poco sensibile alle esigenze dei nostri agricoltori. Ringrazio il ministro Lollobrigida perché prontamente si è impegnato a reintegrare con fondi nazionali le risorse che erano state depauperate dall’Unione Europea, per le azioni che insieme al governo Meloni è riuscito a far recepire dall'Ue anche come incremento di fondi garantendo l'integrità delle risorse destinate all'Italia e perché ha confermato l’impegno a sostenere gli agricoltori italiani e piemontesi in questo percorso».

Sono numerose le incognite che la nuova Pac in itinere presenta al mondo agricolo italiano e piemontese. Nelle linee delineate dall’Ue, la nuova Pac potrà contare su una dotazione prevista di 294 miliardi di euro, nettamente inferiore a quella di 387 miliardi della Pac 2023-27. Sebbene sia già stata annunciata la dotazione a livello complessivo Ue di altri 45 miliardi dal 2028 sotto forma di fondi per la revisione intermedia e ulteriori 48 miliardi per l’obiettivo rurale, la nuova Pec sarà integrata nei cosiddetti Piani di Partenariato, che unificheranno in un fondo unico tutti i fondi europei precedenti, con una governance inevitabilmente complessa con il coinvolgimento di più Ministeri e il rischio di un coordinamento macchinoso. La stima del budget della futura Pac per l’Italia è di una dotazione di circa 41 miliardi, destinati per 31 miliardi al sostegno del reddito degli agricoltori (attuale Feaga, “Primo Pilastro Pac”), 5 miliardi per lo sviluppo rurale (Programmi Leader, Akis, Cooperazione) e 4,7 da allocare.

Questo tema è stato fra i principali al centro dell’incontro, come spiega il direttore Agricoltura della Regione Piemonte Paolo Balocco: «Sono molto soddisfatto della giornata di ieri perché è stato il primo momento significativo di confronto fra le quattro Regioni, con il contributo del Ministro Lollobrigida e la Commissione europea rappresentata al massimo livello dal Capo Unità Filip Busz. Abbiamo affrontato aspetti tecnici e approfondito dettagli sulla futura politica agricola comune, avendo come denominatore fra le Regioni la criticità sull’impostazione del cosiddetto Fondo Unico e sulla sua governance. Saremo in grado di partire il 1° gennaio 2028 con il coordinamento a regime tra i diversi Ministeri e le varie Regioni, ognuna con un proprio timing di spesa, meccanismi e obiettivi differenti? Il direttore Busz e gli altri funzionari della Commissione hanno registrato le nostre preoccupazioni e criticità e si sono impegnati a riportarle e a fare gli opportuni approfondimenti con gli altri organi della Commissione».

Un punto nodale che la nuova Pac dovrà affrontare in modo efficace è il ricambio generazionale e l’accesso dei giovani all’impresa agricola, affrontato nell’intervento di Balocco e della vicedirettrice Sviluppo rurale della Regione Piemonte Anna Valsania: «Abbiamo posto il tema specifico perché rischiamo un’agricoltura che non avrà più agricoltori. Negli articoli 14 e 16 dela bozza attuale sono già contemplate misure specifiche per i giovani, ma non basta buttare benzina nel serbatoio. Erogare contributi a un giovane perché apra un’azienda agricola in un’area montana ma senza strade, servizi, commercio, infrastrutture non ha senso. La soluzione è quella cui stiamo guardando in Piemonte: connettere in un volano virtuoso produzioni di qualità, turismo, enogastronomia e diversificazione. Creare, insomma, le condizioni per un insediamento realmente sostenibile».

Sono intervenuti al convegno anche i rappresentanti di Coldiretti, Cia, Confagricoltura, Coopagri, Confcooperative, Anci, Uncem, Lipu, Legambiente, Aral, Assopiemonte Leader, Institut agricole, Ires Piemonte, Cersaa, Ersaf, Ismea, Crea.

comunicato stampa

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