Venerdì 27 marzo ci sarà il primo sciopero per il clima del 2026, con partenza alle 9.30 da piazza Arbarello. Al centro della manifestazione organizzata dai Fridays For Future c'è il claim "Resistere al deserto". Come spiegato dagli attivisti di Torino, un deserto sia metaforico - per l'assenza di diritti e socialità - che reale, con il pianeta che si sta scaldando e con gravi crisi idriche in corso e all'orizzonte, accentuate dalle guerre.
Clima e non solo
In piazza a Torino si parlerà, quindi, non solo di clima ma ci sarà spazio per altre battaglie, tutte legate alla crisi ambientale in corso. "Ci saranno movimenti e associazioni che lottano per la giustizia climatica - spiega Bianca durante la presentazione avvenuta al Comala - ma anche sindacati dei lavoratori, perché crediamo che la giustizia sociale e climatica siano collegate. Ci sarà la critica ai governi di ultradestra e le loro politiche imperialiste, supportate da quello italiano che continua a investire in fonti fossili e in armi, alimentando conflitti già esistenti a creandone di nuovi e togliendo fondi alla ricerca sulle fonti rinnovabili e al welfare".
Dissenso verso la sinistra
Il corteo passerà dal comune di Torino per esprimere dissenso anche verso una giunta che sì è di sinistra, ma proprio per questo è accusata dal movimento di non aver fatto abbastanza dal punto di vista ambientale. "Con quello che ha fatto il Governo ci aspettavamo una postura diversa dall'amministrazione locale - commenta Carlo - La sinistra governa le maggiori città italiane e non riesce a portare quel cambiamento richiesto. Oggi siamo al Comala e non è un caso: crediamo che sia il simbolo di una battaglia che ha funzionato, per aver fatto pressione su amministrazione che si è resa conto di aver commesso un errore".
Il corteo continuerà quindi per via Milano e Porta Palazzo, svoltando in corso Regina Margherita e sul lungo Dora per poi rientrare verso il centro da via Rossini - dove ha sede la Rai - e terminare sotto la Gran Madre, con il solito pranzo sociale.
Contro il decreto sicurezza
In piazza per il clima, quindi, ma anche a difesa degli spazi di aggregazione, attaccati dagli sgomberi e dalle leggi sulla sicurezza messe in campo dal Governo Meloni. "Noi ci rendiamo conto che la crisi climatica non sia più al centro del dibattito pubblico per tutta una serie di ragioni e di crisi che si sono accumulate - prosegue Simona - però crediamo che scendere in piazza per il clima sia fondamentale. Scenderemo in piazza in un momento in cui è stato appena promulgato il nuovo pacchetto sicurezza e minacciano spazi sociali come Askatasuna".
A supporto della manifestazione anche Extinction Rebellion Torino, che vuole mettere in luce come sia più difficile protestare col nuovo decreto sicurezza: "Chi protesta si trova davanti misure difficili - commenta Maya - Dobbiamo capire come fronteggiare questo nuovo decreto: ti puoi beccare fino a 40.000 euro di multa per dire soltanto la verità".










