Centro | 20 marzo 2026, 18:28

​Palazzo Civico riapre la Sala Carpanini: una tecnologica sala conferenze nel segno del "sindaco dei quartieri"

Inaugurato dal sindaco Lo Russo il restyling dello storico spazio a piano terra: addio alle auto nel "cortile del burro"

La nuova sala Carpanini

La nuova sala Carpanini

Il cuore istituzionale di Torino rinnova una delle sue sale più caratteristiche, ma che da tempo versava in condizioni non ottimali.  Si tratta della Sala Domenico Carpanini, situata al piano terra di Palazzo Civico, da oggi riaperta al pubblico. 

"Un biglietto da visita importante una grande vetrina di qualità storica della nostra città che oggi riapre", così lo ha definito il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, al taglio del nastro.

Il progetto

Il progetto, firmato dall’architetto Cristiano Picco, ha integrato la solennità dell'edificio storico che si affaccia sul vecchio "cortile del burro" (un cortile che, come ha annunciato il sindaco, "non vedrà più auto parcheggiate") senza rinunciare alle necessità del presente, convertendo quelli che un tempo erano gli spazi della vecchia sala letture della Biblioteca Civica in un centro conferenze in linea con i tempi.

​L'antica solennità della struttura vede ora video wall e dipositivi video di ultima generazione che permetteranno di supportare presentazioni multimediali e collegamenti esterni. Per una migliore acustica sono stato installati moderni materiali fonoassorbenti e un nuovo sistema di illuminazione studiato per valorizzare i volumi architettonici.

Hub della comunicazione 

​Una sala al piano terra per questo hub della comunicazione cittadina, che vuole essere inclusiva, eliminando le barriere architettoniche. Un luogo di democrazia. 

Così come "dem" era la figura a cui la sala è dedicata, ovvero Domenico Carpanini. Scomparso prematuramente nel 2001 mentre correva per la carica di sindaco, lasciando un segno indelebile in città come vicesindaco dei quartieri e primo Presidente del Consiglio Comunale. 

"Da Carpanini abbiamo imparato il senso delle istituzioni - ha concluso Lo Russo - che passa dall'essere presenti al proprio dovere, dallo studiare le delibere che si firmano, ma passa anche dal decoro e dalla qualità degli spazi. Come quello che riapriamo oggi a lui dedicato". 

Daniele Caponnetto

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Johanna Finocchiaro

Buongiorno, Good morning, Bonjour, Buenos Días, Namasté!
Sono Johanna. Classe 1990, nata a Torino, appassionata di musica, viaggi, lingue straniere e poesia. Già, POESIA.
Scrivo sin dalla tenera età (mi sono innamorata di lei al nostro primo incontro, alle scuole elementari) e leggo, leggo tanto, sempre e ovunque. La mia massima fonte d'ispirazione è la natura e l'arte sua complice: mi conquistano l'immediatezza, la forza comunicativa, la varietà di forme e concetti espressi, la contraddizione.
Viaggiando ho compreso quanto il mondo sia immenso, dinamico ed io piccola. Mi ci sono adattata, pian piano, stravolgendo i piani e spostando i limiti. Oggi, continuo ad essere curiosa. E gioiosa. Mi occupo di divulgazione culturale e ho all'attivo quattro pubblicazioni: Clic (L'Erudita Editore), Ramificare (Eretica Edizioni), Specchi (Scrivere Poesia Edizioni), L'Atto versato (Edizioni Il Cuscino di Stelle). Obiettivo primario: sostenere una cultura consapevole, socialmente impegnata.
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Questa rubrica nasce sotto una buona stella o così mi piace pensare; si propone, con determinazione, di avvicinare il lettore a un genere letterario incompreso quanto testardo: la poesia.
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