Eventi | 24 marzo 2026, 17:16

Al Colosseo "Prima Facie", il monologo sulla violenza di genere che ha smosso le coscienze di mezzo mondo

La protagonista Melissa Vettore: "Questo testo di Suzie Miller è potente, disturbante. Racconta quello che capita nella testa di una donna che subisce una violenza. Ma si rivolge principalmente agli uomini"

Al Colosseo "Prima Facie", il monologo sulla violenza di genere che ha smosso le coscienze di mezzo mondo

Un testo "intenso, potente, necessario". A parlare così di "Prima Facie", lo spettacolo in scena giovedì 26 e venerdì 27 marzo al teatro Colosseo di Torino, è la protagonista Melissa Vettore.

L'attrice italo-brasiliana racconta: "Ho sempre amato i personaggi femminili pieni di dubbi, con storie importanti da raccontare. E in questo spettacolo ci sono tante domande, tanti temi che si intrecciano intorno a quello principale della violenza di genere. C'è molta emozione e il pubblico si commuove".

Non è un caso se "Prima Facie" è uno degli spettacoli più attesi della stagione del Colosseo: capolavoro contemporaneo della drammaturga australiana Suzie Miller, è stato tradotto in oltre venti lingue e rappresentato in quasi cinquanta Paesi, diventando un vero e proprio fenomeno teatrale globale. Dopo il debutto a Sydney nel 2019, il trionfo nel West End di Londra – con due Laurence Olivier Awards – e il successo a Broadway, il testo ha smosso le coscienze e generato ovunque un dibattito profondo sul tema della violenza di genere, del consenso e delle contraddizioni del sistema giudiziario nel rapporto con le vittime di reati sessuali.

La storia è quella di Tessa, una giovane avvocata penalista brillante e di successo, cresciuta professionalmente credendo fermamente nel sistema giudiziario e nelle sue regole. È una donna che ha fatto della razionalità, della preparazione tecnica e della distanza emotiva i pilastri del proprio lavoro: difendere imputati, smontare testimonianze, vincere le cause. Per lei la legge è una macchina che funziona, a patto che ognuno svolga il proprio ruolo. Ma quando Tessa subisce una violenza sessuale, tutto ciò che fino a quel momento le sembrava solido e indiscutibile crolla. Da vittima, si ritrova a sperimentare in prima persona i meccanismi del sistema che ha sempre difeso: l’interrogatorio, il sospetto, il peso della prova, la messa in discussione della parola di chi denuncia. La donna che conosceva ogni regola del gioco scopre improvvisamente quanto quelle stesse regole possano diventare fredde, contraddittorie, persino ostili, quando a subirle è chi chiede giustizia.

L’interpretazione di Melissa Vettore attraversa tutte le metamorfosi di Tessa con intensità e misura: dalla sicurezza iniziale alla frattura, dalla lucidità professionale alla vulnerabilità, fino a una consapevolezza nuova e dolorosa. Un lavoro attoriale di grande forza, salutato dalla critica come una prova straordinaria, capace di tenere il pubblico sospeso dall’inizio alla fine.

"Per me - racconta - questo testo è rivolto più agli uomini che alle donne: è a loro che il messaggio viene sbattuto in faccia, sono le loro le coscienze che vanno smosse. In scena il pubblico vede quello che succede a Tessa, il suo cambiamento, quello che cambia nella sua testa, ma il messaggio che ne emerge è universale. Al centro c'è la violenza, ma la critica secondo me è al sistema, alla macchina che c'è intorno. Il tema è la ricerca della vittoria, è capire cosa vuol dire vincere e a che prezzo".

"Il pubblico? La reazione è sempre molto positiva, ma l'importante è che in tutti si smuova qualcosa. L'ultima scena è di forte impatto, quando si accendono le luci in sala di solito vedo gente molto commossa".

La regia è affidata a Daniele Finzi Pasca, tra i più apprezzati e riconosciuti a livello internazionale, che ne fa una versione poetica ma allo stesso tempo essenziale e rigorosa, capace di accompagnare la scrittura della Miller senza sovrastarla, amplificandone così la potenza emotiva.

"Con Daniele lavoro benissimo, ha un approccio sempre molto originale e idee non scontate", commenta ancora la Vettore. "La sua versione di questo spettacolo è quasi cinematografica, le scene sono una più bella e intensa dell'altra. Io devo stare molto attenta al lato emotivo del mio personaggio e molta importanza ce l'hanno anche il mio corpo, i miei movimenti".

Infine, un pensiero su Torino: "Conosco bene la città, mi piace molto", conclude, "Ci sono già stata con un altro spettacolo, proprio al Teatro Colosseo. Ne ho un ricordo meraviglioso".

PRIMA FACIE
Teatro Colosseo
Via Madama Cristina 71
Giovedì 26 e Venerdì 27 marzo ore 20.30
Info: tel. 011.6698034, sito web www.teatrocolosseo.it

Daniele Angi

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Johanna Finocchiaro

Buongiorno, Good morning, Bonjour, Buenos Días, Namasté!
Sono Johanna. Classe 1990, nata a Torino, appassionata di musica, viaggi, lingue straniere e poesia. Già, POESIA.
Scrivo sin dalla tenera età (mi sono innamorata di lei al nostro primo incontro, alle scuole elementari) e leggo, leggo tanto, sempre e ovunque. La mia massima fonte d'ispirazione è la natura e l'arte sua complice: mi conquistano l'immediatezza, la forza comunicativa, la varietà di forme e concetti espressi, la contraddizione.
Viaggiando ho compreso quanto il mondo sia immenso, dinamico ed io piccola. Mi ci sono adattata, pian piano, stravolgendo i piani e spostando i limiti. Oggi, continuo ad essere curiosa. E gioiosa. Mi occupo di divulgazione culturale e ho all'attivo quattro pubblicazioni: Clic (L'Erudita Editore), Ramificare (Eretica Edizioni), Specchi (Scrivere Poesia Edizioni), L'Atto versato (Edizioni Il Cuscino di Stelle). Obiettivo primario: sostenere una cultura consapevole, socialmente impegnata.
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