Economia e lavoro | 24 marzo 2026, 15:13

Palazzo della Radio a rischio, i sindacati lanciano l'allarme: "Non vogliamo il piano di dismissioni"

Rsu e cdr lanciano l'allarme per lo stabile che si trova in via Verdi 31, storica culla delle prime trasmissioni radiofoniche in Italia

Timori sul futuro del Palazzo della Radio

Timori sul futuro del Palazzo della Radio

Sindacati in trincea per difendere il Palazzo della Radio, sede storica delle trasmissioni Rai a Torino. A lanciare l'appello sono le rsu del centro Piero Angela e di quello di via Cavalli, oltre al cdr di Tgr Piemonte.

"L'editoria di Torino e del Piemonte ha bisogno d'investimenti. La Rai faccia la sua parte In un periodo estremamente critico per l'editoria piemontese, con il gruppo Gedi, finora controllato dall'Exor della famiglia Agnelli, svenduto con lo scorporo di importanti testate del gruppo come la Sentinella del Canavese, già passata di mano, e La Stampa, che sarà ceduta a breve, e la Repubblica", dicono in una nota ufficiale e aggiungono: "Anche la situazione del Centro di Produzione Rai di Torino preoccupa. La più grande azienda culturale italiana, l'unico editore pubblico, anziché sostenere un comparto dell'editoria in un territorio già in crisi dà il via a un piano di dismissioni che coinvolge uno degli storici simboli della radiotelevisione italiana". 

Lo stabile di via Verdi 31 a Torino, conosciuto come il Palazzo della Radio, è il luogo da cui sono iniziate le trasmissioni radiofoniche in Italia: unisce il valore storico con una garanzia di operatività per la realizzazione di programmi radio in città. Al momento oltre agli studi radiofonici più grandi, indispensabili per ospitare trasmissioni come, ad esempio, i concerti dell'Orchestra Sinfonica Nazionale o quelle con molti ospiti, il Palazzo della Radio è anche la sede della Mediateca e dell'importantissimo progetto di digitalizzazione degli archivi Rai, indispensabile per salvaguardare il patrimonio culturale dell'azienda. 

Eppure, dicono i sindacalisti "il Consiglio d'Amministrazione della Rai ha invece deciso d'inserirlo nel piano di dismissioni immobiliari: una scelta di per sé sbagliata che abbiamo più volte denunciato e a cui ci opponiamo, e che, oltretutto, finora, non ha avuto nessun riscontro concreto sul mercato. Nonostante ciò, l'azienda ha deciso di svuotare entro il 31 dicembre il Palazzo della Radio così da affidarlo a un operatore che ne gestirà la vendita senza più attività all'interno. Questa decisione è una minaccia concreta per il futuro dell'intero centro di produzione Rai di Torino". 

"All'assenza di produzioni - prosegue la nota diffusa dai rappresentanti dei lavoratori - che garantiscano la piena occupazione delle maestranze, già non assicurata dai programmi attualmente in lavorazione, né da quelli annunciati, il trasferimento nell'edificio di via Verdi 14 di parte delle attività ora ospitata nel Palazzo della Radio peggiorerà la situazione rendendo ancora più complicato l'arrivo di programmi che richiedono spazi dedicati, sia per quanto riguarda la radiofonia (che non troverà luoghi adatti in via Verdi 14), sia per quanto riguarda la tv (che vedrà alcune della sale ora destinate occupate per far spazio a chi viene trasferito dal Palazzo della Radio)"

redazione

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