Economia e lavoro | 26 marzo 2026, 15:17

Carrefour, i sindacati chiedono un occhio di riguardo per le trasferte: "Attenzione a tutelare i dipendenti più deboli"

Sanna (Uiltucs): "Non si tratta di periodi definitivi, ma che possono durare anche un mese. Per lavoratori con la 104, per esempio, può diventare un problema spostarsi in punto vendita più lontano da casa"

I sindacati segnalano alcuni disagi per i dipendenti cui viene chiesto di andare in trasferta

I sindacati segnalano alcuni disagi per i dipendenti cui viene chiesto di andare in trasferta

"Spostamenti di dipendenti da un punto vendita a un altro, senza considerare i disagi e le difficoltà, anche personali". Sono quelli segnalati dai sindacati all'interno del mondo di Carrefour Italia a Torino, per voce di Luca Sanna, segretario di Uiltucs Piemonte. Una realtà della grande distribuzione che da poco ha cambiato proprietà, passando sotto il controllo di NewPrices Group, che detiene tra gli altri anche la Centrale del latte.

"Si sta diffondendo l'abitudine all'interno dei punti vendita - raccona Sanna - che senza preavviso alcuni lavoratori vengono spostati verso altri negozi. Da Pinerolo a Moncalieri, ma anche Leini o Burolo. Tutto nella norma e nelle facoltà dei manager, ma in alcuni casi queste decisioni impattano molto sulla qualità della via dei dipendenti". "Si tratta di trasferte, non di trasferimenti definitivi - precisa il segretario di Uiltucs Piemonte -, ma che possono durare anche un mese, un mese e mezzo".

Ma il tasto dolente, secondo i sindacati, sarebbe anche un altro: in questo tipo di situazioni stanno cominciando a trovarsi anche lavoratori che fanno ricorso alla legge 104 e che li tutela dal punto di vista della vicinanza del posto di lavoro a casa e alla persona malata da accudire. "Le aziende hanno anche una responsabilità sociale che andrebbe tenuta in conto - conclude Sanna -. Accade indipendente dalle situazioni in cui si trovano queste persone, magari anche con persone sessantenni e vicini alla pensione".

Massimiliano Sciullo

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Johanna Finocchiaro

Buongiorno, Good morning, Bonjour, Buenos Días, Namasté!
Sono Johanna. Classe 1990, nata a Torino, appassionata di musica, viaggi, lingue straniere e poesia. Già, POESIA.
Scrivo sin dalla tenera età (mi sono innamorata di lei al nostro primo incontro, alle scuole elementari) e leggo, leggo tanto, sempre e ovunque. La mia massima fonte d'ispirazione è la natura e l'arte sua complice: mi conquistano l'immediatezza, la forza comunicativa, la varietà di forme e concetti espressi, la contraddizione.
Viaggiando ho compreso quanto il mondo sia immenso, dinamico ed io piccola. Mi ci sono adattata, pian piano, stravolgendo i piani e spostando i limiti. Oggi, continuo ad essere curiosa. E gioiosa. Mi occupo di divulgazione culturale e ho all'attivo quattro pubblicazioni: Clic (L'Erudita Editore), Ramificare (Eretica Edizioni), Specchi (Scrivere Poesia Edizioni), L'Atto versato (Edizioni Il Cuscino di Stelle). Obiettivo primario: sostenere una cultura consapevole, socialmente impegnata.
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Questa rubrica nasce sotto una buona stella o così mi piace pensare; si propone, con determinazione, di avvicinare il lettore a un genere letterario incompreso quanto testardo: la poesia.
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Allontaniamoci dall'impostazione scolastica e dall'“analisi del testo”, lasciando spazio, invece, all'analisi del SENSO. Senso che sta per ragione e sensazione insieme. Impariamo a cercare la domanda, prima della risposta. E accendiamo il pensiero, tra racconti e storie positive che vado scovando per il mondo. Che dite, ci lanciamo nel viaggio? Al trasporto provvedo io!

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