Eventi | 26 marzo 2026, 11:06

I ragazzi dello IED si alleano con Tesla per una guida autonoma che faccia viaggiare (anche) nel tempo

Si chiama “Time” la vettura innovativa progettata dagli studenti del Master in transportation: “Vogliamo accogliere i passeggeri in una capsula sospesa”

Tesla e IED insieme per tracciare i profili dell’auto di domani, soprattutto per quanto riguarda la guida autonoma. Il risultato? Un veicolo che si chiama “Time“ e, insieme alla sua carica innovativa, porta con sé anche una mostra pensata ad hoc presso il Museo nazionale dell’automobile.


 

Da tutto il mondo

Le energie e il talento messi a disposizione per il progetto arrivano da tutto il mondo: Italia, certo, ma anche India, Spagna, Portogallo, Taiwan e Cina. A loro è stata affidata la sfida di progettare una nuova modalità di spostarsi. Non solo nello spazio.

Studenti e obiettivi “meno automotive”

Ancora una volta sono stati gli studenti ad aver guidato la creazione di questo modello - dice Michele Albera, coordinatore del progetto per IED -. Questa non vuole essere un’automobile che ricerca la bellezza estetica, ma è totalmente proiettata all’utilizzo, a cominciare dalla vivibilità interna“. “Confrontandoci con Tesla - prosegue -, ci dicevano che era sempre troppo automotive ed è stato uno sforzo mentale allontanarsi da certi canoni e metodi”.

Viaggiare. Anche nel tempo

All’interno ci saranno sedili e comfort per accogliere gli occupanti che, volendo, potrebbero anche dormire in attesa di essere portati a destinazione. E poi parabrezza e poggia braccia con cui ottenere informazioni.

“Volevamo creare un ambiente sospeso, nel tempo e nello spazio, per riportare l’umano al centro dello spazio, un futuro accogliente e caldo. Come una capsula che isola chi la occupa lasciandogli fare altre attività - spiega una delle studenti IED, Sara Cambareri -. Nessuno schermo o bottoni: ci saranno ologrammi per comunicare con l’utente anche sulla base di quel che vede fuori dal finestrino. Magari anche viaggiano nel passato”.

Progetti come TIME – dichiara Paola Zini, Direttrice IED Torinoraccontano in modo concreto l’approccio di IED, laboratorio aperto di sperimentazione in cui il percorso didattico si confronta continuamente con le trasformazioni del contemporaneo in dialogo con il mondo professionale. I giovani progettisti sono accompagnati ad acquisire le competenze concettuali necessarie per esprimere appieno il proprio potenziale creativo e sviluppare uno sguardo critico, capace di leggere e interpretare la crescente complessità del presente. La collaborazione con Tesla ha amplificato questo processo offrendo un contesto reale di ricerca da esplorare per immaginare ciò che ancora non esiste”.

Massimiliano Sciullo

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Johanna Finocchiaro

Buongiorno, Good morning, Bonjour, Buenos Días, Namasté!
Sono Johanna. Classe 1990, nata a Torino, appassionata di musica, viaggi, lingue straniere e poesia. Già, POESIA.
Scrivo sin dalla tenera età (mi sono innamorata di lei al nostro primo incontro, alle scuole elementari) e leggo, leggo tanto, sempre e ovunque. La mia massima fonte d'ispirazione è la natura e l'arte sua complice: mi conquistano l'immediatezza, la forza comunicativa, la varietà di forme e concetti espressi, la contraddizione.
Viaggiando ho compreso quanto il mondo sia immenso, dinamico ed io piccola. Mi ci sono adattata, pian piano, stravolgendo i piani e spostando i limiti. Oggi, continuo ad essere curiosa. E gioiosa. Mi occupo di divulgazione culturale e ho all'attivo quattro pubblicazioni: Clic (L'Erudita Editore), Ramificare (Eretica Edizioni), Specchi (Scrivere Poesia Edizioni), L'Atto versato (Edizioni Il Cuscino di Stelle). Obiettivo primario: sostenere una cultura consapevole, socialmente impegnata.
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E POE...SIA!
Questa rubrica nasce sotto una buona stella o così mi piace pensare; si propone, con determinazione, di avvicinare il lettore a un genere letterario incompreso quanto testardo: la poesia.
Perché no!? Perché non recuperarla dal cassetto, vestirla con abiti nuovi, freschi, darle una possibilità? La possibilità di emozionarci, semplicemente questo: riflettere, sentire qualcosa, qualsiasi cosa, con e grazie a Lei.
Allontaniamoci dall'impostazione scolastica e dall'“analisi del testo”, lasciando spazio, invece, all'analisi del SENSO. Senso che sta per ragione e sensazione insieme. Impariamo a cercare la domanda, prima della risposta. E accendiamo il pensiero, tra racconti e storie positive che vado scovando per il mondo. Che dite, ci lanciamo nel viaggio? Al trasporto provvedo io!

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