Cultura e spettacoli | 28 marzo 2026, 12:22

Nella chiesa di San Rocco, “No option” la mostra fotografica di Alberto Sachero sulle rotte migratorie europee

Fino al 17 aprile

Foto di Alberto Sachero

Foto di Alberto Sachero

Nella suggestiva chiesa di San Rocco a Torino, venerdì 27 marzo, è stata inaugurata la mostra  fotografica «No option», in collaborazione con la Confraternita di San Rocco.

Verranno esposte circa 70 immagini di Alberto Sachero, sul tema delle le rotte migratorie europee raccolte durante i suoi viaggi umanitari nei campi profughi, ed in particolare quelle scelte si riferiscono ad un reportage dell’esperienza in Bosnia. Sachero è un fotografo e filmmaker torinese (classe 1971) la cui cifra stilistica è profondamente legata a un connubio particolare: l'impegno sociale e l'amore per la natura, si dedica molto al reportage documentario e negli ultimi anni ha seguito da vicino le crisi umanitarie legate alle rotte migratorie che sono diventate oggetto delle sue mostre così come l’indagine urbana della sua città natale e i viaggi in territori remoti.

Presente anche una installazione di Marco Sandra che dialoga con gli scatti fotografici. Ai piedi di San Rocco infatti, sono stati adagiati giubbotti salvagente, scarpe, zaini, vestiti. Oggetti lasciati alla rinfusa come dopo un naufragio o una fuga che raccontano il passaggio di chi scappa senza alternative. Del resto non è un caso che questa istallazione sia stata collocata proprio ai piedi di San Rocco, il santo che nella tradizione popolare curava i malati  e dava sepoltura ai morti abbandonati nelle città colpite dalla peste, il santo degli ultimi, di coloro che venivano lasciati indietro e volutamente dimenticati. La Confraternita che porta il suo nome, anche attraverso queste iniziative, continua a conservare e far vivere il suo messaggio: non lasciare sole le persone.

I visitatori avranno così modo di ripercorrere almeno idealmente, agli scatti di Alberto Sachero il duro viaggio di tanti profughi dalla rotta balcanica alle isole Canarie, passando per la Grecia, la Tunisia e le città di frontiera Trieste e Ventimiglia. Non mancheranno inoltre testimonianze da un’altra delle rotte più drammatiche dei nostri giorni che condurrà lo spettatore fino al muro tra Messico e Stati Uniti. Durante la kermesse che si concluderà con un aperitivo conviviale a base di prosecco e taralli, suoneranno i musicisti torinesi Frankye Laforgue, Michele Partipilo e Giacomo Cornelio.

In occasione della mostra si terrà anche una raccolta di cibo in favore dell’Associazione Linea d’Ombra odv, fondata da Lorena Fornasir e Gian Andrea Franchi, nel 2019 per sostenere le popolazioni migranti a Trieste, lungo la rotta balcanica. I volontari prestano cure mediche, offrono ai profughi indumenti puliti, cibo e socialità e raccontano le violenze di cui i migranti sono vittime. Durante il loro percorso infatti, sono costretti a vivere momenti spesso d’inaudita violenza e derubati, vengono di sovente privati di qualunque loro bene. Arrivano così nel nostro territorio feriti nel corpo e soprattutto nell’anima e bisognosi di tutto, dal mangiare ai vestiti con cui coprirsi, alle scarpe.  
Coloro che parteciperanno all’evento potranno pertanto portare riso basmati, che come lo stesso Sachero ha sottolineato permette a tante di queste persone di ritrovare i sapori di casa o ancora datteri di cui spesso sono ghiotte e biscotti. Chi volesse potrà anche lasciare un’offerta, all’interno della chiesa, infatti sarà collocata a tal fine una cassettina ed i fondi raccolti verranno consegnati per via diretta all’associazione Linea d’ombra, a Trieste, una volta che l’esposizione sarà conclusa.

Si potrà visitare la mostra fino al 17 aprile, i giorni di apertura saranno martedì giovedì e sabato dalle 17:00 alle 19:00


 

comunicato stampa

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Johanna Finocchiaro

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Sono Johanna. Classe 1990, nata a Torino, appassionata di musica, viaggi, lingue straniere e poesia. Già, POESIA.
Scrivo sin dalla tenera età (mi sono innamorata di lei al nostro primo incontro, alle scuole elementari) e leggo, leggo tanto, sempre e ovunque. La mia massima fonte d'ispirazione è la natura e l'arte sua complice: mi conquistano l'immediatezza, la forza comunicativa, la varietà di forme e concetti espressi, la contraddizione.
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