Attualità | 31 marzo 2026, 15:30

Museo del Cinema e Cinémathèque, pace ritrovata con la mostra di Orson Welles

Clima disteso dopo lo screzio che risale all’esposizione di James Cameron. Bonnaud: “C’è stato un malinteso, ma oggi siamo nella riconciliazione"

Carlo Chatrian, Enzo Ghigo e Frédéric Bonnaud alla conferenza stampa di Orson Welles

Carlo Chatrian, Enzo Ghigo e Frédéric Bonnaud alla conferenza stampa di Orson Welles

La mostra dedicata a Orson Welles segna la pace ritrovata tra Museo del Cinema e Cinémathèque Française. I due enti avevano avuto qualche screzio in occasione dell’organizzazione della mostra di James Cameron, organizzata in Mole la scorsa primavera, in collaborazione con i cugini d’oltralpe.

Oggi, in occasione dell’inaugurazione della nuova mostra, il clima è decisamente più disteso. 

“Il rapporto tra il Museo del Cinema e la Cinémathèque è molto antico - spiega Frédéric Bonnaud, direttore della Cinémathèque Française -. C’è stato sì un’incomprensione, ma io credo che le persone discutono quando c’è di mezzo una terza persona, in questo caso la terza persona era l’entourage di Cameron. Sono amici, ma penso che senza di loro non avremmo mai discusso. Come tutte le coppie anziane, oggi siamo nel piacere della riconciliazione”.

Dunque presto nuovi progetti di collaborazione all’orizzonte?
“Carlo viene a ogni nostra mostra- commenta il direttore riferendosi al suo omologo torinese Carlo Chatrian -. Se vuole fare venire un’altra nostra esposizione a Torino è il benvenuto,”.

Viceversa, porte aperte anche ad eventuali mostre torinese portate a Parigi? 
“Certamente. Se qui al Museo ci fosse una mostra di nostro interesse, potremmo acquisirla per portarla anche a Parigi. Il problema è che le mostre in ambito cinematografico costano un sacco di soldi. Se si riesce a organizzare una collaborazione che aiuta in questo senso, ben venga”.

Tra i pezzi che la Cinémathèque “invidia” oggi al Museo del Cinema l’ultimo acquisto: la locandina originale de La Corazzata Potëmkin.
“La più bella che io abbia mai visto. Ci sono delle opere qui che mi fanno sognare. Anche in questa mostra, c’è la locandina de La signora di Shangai con Rita Hayworth che non ce l’avrò mai, è bellissimo, per godermelo vengo qui” conclude Bonnaud.

Chiara Gallo

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