Sanità | 31 marzo 2026, 16:24

Sanità, nasce il nuovo reparto cardiologico del San Giovanni Bosco

Inaugurato il potenziamento della rete cardiovascolare: più posti letto, tecnologie avanzate e hub per casi complessi

Sanità, nasce il nuovo reparto cardiologico del San Giovanni Bosco

Sanità, nasce il nuovo reparto cardiologico del San Giovanni Bosco

Un nuovo tassello nella sanità del quadrante nord di Torino. All’ospedale San Giovanni Bosco è stato inaugurato il potenziamento dell’area cardiovascolare, un intervento che rafforza il ruolo della struttura come punto di riferimento per i casi più complessi e per una fetta sempre più ampia di territorio.

Gestire anche le emergenze più delicate

Il progetto si inserisce nel Piano socio-sanitario regionale 2025–2030, che punta a una sanità organizzata in rete, con centri "hub" capaci di gestire le emergenze più delicate e supportare le altre strutture. Ed è proprio questa la direzione intrapresa dal presidio torinese, chiamato a diventare uno snodo centrale nella gestione delle patologie cardiovascolari.

A sottolinearlo è il direttore generale dell’Asl Città di Torino, Carlo Picco: "Questo ospedale ha visto molti interventi quest’anno. La cardiochirurgia è nata dal nulla ed è il reparto con il minor tasso di mortalità". Un investimento che non riguarda solo le strutture, ma anche la capacità di presa in carico dei pazienti, dalla fase pre a quella post operatoria.

Il potenziamento della struttura non è soltanto numerico. L’Unità coronarica passa da 8 a 12 posti letto e si affianca a una dotazione tecnologica di alto livello: robot chirurgici, sale angiografiche tra le più moderne d’Europa e una sala ibrida. "Questa struttura è un elemento fortissimo per garantire le migliori cure possibili", ha aggiunto Picco, evidenziando anche la presenza di servizi come il day hospital oncologico e il centro per le malattie reumatologiche.

Una rete che cresce: il ruolo di hub

Il San Giovanni Bosco si inserisce in un modello organizzativo che punta sull’integrazione tra ospedali e professionisti. Essere "hub" non significa solo aumentare le attività, ma diventare un punto di riferimento per tutta la rete, in grado di gestire i casi più complessi e supportare i centri "spoke".

In questo quadro, i numeri raccontano un ruolo già consolidato: l’Asl Città di Torino realizza circa il 56% delle angioplastiche della città (421 su 741 nel 2024), confermandosi prima in Piemonte per numero di procedure. Un dato che rafforza la centralità del presidio nella gestione dell’infarto miocardico acuto. Negli ultimi anni, inoltre, l’ospedale ha sviluppato competenze avanzate nel trattamento dell’embolia polmonare, diventando riferimento nazionale per questa patologia.

Investimenti e territorio

L’intervento è stato realizzato anche grazie ai fondi legati alla struttura commissariale guidata da Domenico Arcuri, con un cofinanziamento regionale. Tra le particolarità, la riconversione degli spazi dell’ex cappella dell’ospedale, oggi trasformati in un reparto con box prefabbricati di isolamento e impianti di ventilazione a pressione differenziata, pensati per garantire sicurezza e flessibilità. Per il prefetto Donato Cafagna, "questo ospedale testimonia come la Regione e il sistema sanitario lavorino per far crescere la sanità".

Il vicepresidente della Regione Piemonte, Maurizio Marrone, ha invece puntato l’attenzione sul lavoro degli operatori: "L’eccellenza della nostra sanità sono gli operatori, soprattutto in un contesto sociale complesso come quello in cui si trova il Giovanni Bosco".

Il valore per la periferia nord

L’inaugurazione assume un significato particolare per un territorio complesso come quello della periferia nord. Qui il San Giovanni Bosco rappresenta non solo un ospedale, ma un presidio sanitario e sociale. "Vedere queste realizzazioni significa sentire la vicinanza delle istituzioni", ha commentato il presidente della Circoscrizione 6, Valerio Lomanto, ricordando gli interventi realizzati negli ultimi anni tra ambulatori e lavori interni alla struttura.

Sulla stessa linea anche il consigliere comunale Vincenzo Camarda, intervenuto al posto del sindaco: "I dati dimostrano un servizio di prossimità eccellente: eccellenza e prossimità devono andare a braccetto". Anche dall’opposizione regionale, la consigliera del Partito Democratico Nadia Conticelli ha sottolineato il valore del presidio in un’area delicata: "Questo è un ospedale che cura in una zona difficile ma ha saputo coltivare l’eccellenza".

Un sistema in evoluzione

A livello regionale, il potenziamento si inserisce in una strategia più ampia di rilancio della sanità pubblica. Il presidente Alberto Cirio ha infine sottolineato come gli investimenti degli ultimi anni abbiano portato a un aumento del personale e dei posti letto, segnando "un’inversione importante nella cura della sanità pubblica. Erano previsti 600 posti con i fondi Arcuri, oggi ne realizziamo 450 e i prossimi verranno realizzati entro il mese di giugno".

Marco D’Agostino

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