Cinque sconosciuti si ritrovano in una anonima sala di provincia per un corso di teatro: questo spettacolo di Annie Baker racconta con leggerezza e profondità come il teatro possa diventare un’occasione di incontro e cambiamento. In scena, sei settimane di esercizi teatrali mettono alla prova delle persone qualunque, che poco alla volta si rivelano attraverso piccoli gesti, esitazioni e silenzi. Un'opera sorprendente e intensamente vera, che riflette sul teatro, la vita e il tempo che ci attraversa. Con Valerio Binasco.
Sarà il Teatro Carignano a ospitare, da martedì 7 aprile, la prima nazionale di Circle Mirror Transformation, celebre testo della drammaturga americana Annie Baker, vincitrice del Premio Pulitzer nel 2013.
Lo spettacolo, prodotto dal Teatro Stabile di Torino, è diretto da Valerio Binasco, anche in scena insieme a Pamela Villoresi, Alessia Giuliani, Andrea Di Casa e Maria Trenta. Lo spettacolo resterà in cartellone fino al 19 aprile, prima di intraprendere una tournée nazionale.
Un viaggio intimo tra teatro e vita
Circle Mirror Transformation è una delle opere più note di Annie Baker, autrice acclamata per il suo stile minimalista e la capacità di raccontare la quotidianità con profondità e ironia. La pièce segue cinque sconosciuti che si incontrano in una sala di provincia per frequentare un corso di teatro. Nel corso di sei settimane di esercizi, tra momenti comici e passaggi più toccanti, emergono fragilità, desideri e legami inattesi.
Ne nasce un racconto delicato e sorprendente, costruito su dialoghi essenziali e silenzi carichi di significato, che riflette sul tempo, sulle relazioni e sulle trasformazioni interiori. Un’opera che, premiata con l’Obie Award e rappresentata in tutto il mondo, si configura come un inno sommesso all’imperfezione e alla connessione umana.
La visione di Binasco
Nelle sue note di regia, Valerio Binasco descrive lo spettacolo come un viaggio: "Uno spettacolo è comunque un pezzo della tua vita, e forse del tuo destino".
Al centro della sua lettura c’è un gruppo di allievi “non attori”, persone comuni mosse da un bisogno difficile da definire: riempire un vuoto emotivo. Il teatro diventa così uno spazio di esplorazione interiore, dove ciò che conta non è tanto ciò che accade, ma ciò che si percepisce.
Binasco sottolinea inoltre la natura profondamente attoriale del testo di Baker: una scrittura “sintomatica”, in cui lo spettatore coglie solo frammenti visibili della vita dei personaggi, intuendone la parte più profonda e nascosta, come la porzione sommersa di un iceberg.
INFO
Dal 7 al 19 aprile. Orari: mar-gio-sab ore 19.30, mer-ven ore 20.45, dom ore 16
Teatro Carignano, piazza Carignano 6
tel. 0115169555-800235333, www.teatrostabiletorino.it










