Cronaca | 08 aprile 2026, 10:40

Aggressioni al personale sanitario: dal 1° maggio guardie armate negli ospedali di Ivrea e Chivasso

Nursind sull'Asl To4: "Misura venga estesa anche alle strutture territoriali, dove ci sono problemi di sicurezza"

Aggressioni al personale sanitario: dal 1° maggio guardie armate negli ospedali di Ivrea e Chivasso

Da Ivrea a Chivasso fino a Cuorgnè, arrivano le guardie armate negli ospedali dell'Asl To4. Negli scorsi mesi si sono registrati diverse episodi di violenza contro il personale sanitario: gli ultimi, in ordine di tempo, solo pochi giorni fa. Lo scorso 31 marzo nel nosocomio di Ciriè, un uomo ha strattonato e afferrato al collo un professionista del dipartimento di Emergenza e accettazione.  Il secondo fatto nella notte del 4 aprile, quando un paziente ha dato in escandescenze nei pressi della Radiologia, arrivando a danneggiare le strutture e a infrangere il vetro delle teche degli estintori.

Guardie armate dal 1° maggio

A denunciare più volte l'escalation di attacchi ed insulti, che ha colpito medici ed infermieri dell'Asl TO4 soprattutto nei pronto soccorso, il Nursind. A seguito dei numerosi solleciti, finalmente un risultato concreto.  "E' arrivata la conferma  - spiega il sindacato - da parte della Direzione Generale, in merito all'inserimento delle guardie armate all’interno delle strutture più a rischio dal 1 maggio a Ivrea, Chivasso e Ciriè".

"Chi cura i cittadini non debba temere per la propria incolumità"

Per il pronto soccorso di Cuorgnè invece si parla di settembre. "Non possiamo accettare - prosegue l'organizzazione sindacale - che chi cura i cittadini debba temere per la propria incolumità. Anche se non siamo per "la militarizzazione" dei luoghi di cura, la presenza di personale di sicurezza professionale è una richiesta che avanziamo da tempo e che, finalmente, trova un riscontro amministrativo." "Infine auspichiamo che la stessa attenzione riservata agli ospedali possa essere estesa anche alle strutture territoriali, dove persistono problemi di sicurezza e dove il personale sanitario merita la stessa protezione" conclude.

Cinzia Gatti

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