Economia e lavoro | 08 aprile 2026, 18:58

Brividi per il mondo metalmeccanico torinese: la Magna di Rivoli passa al fondo straniero che vuole chiudere Primotecs

L'azienda automotive, che ha sede anche a Moncalieri, è specializzata nell'illuminazione dei veicoli. Negli ultimi tre anni però erano stati dichiarate decine di esuberi. Lear: va avanti il passaggio di consegne con Mechatronix

La sede di Rivoli della Magna

La sede di Rivoli della Magna

Mutares. Un  nome che torna nell'universo metalmeccanico torinese. E' infatti il nome del fondo tedesco che - secondo quanto comunicato ai sindacati nelle scorse ore - avrebbe acquisito la proprietà della Magna Olsa Lighting, azienda con sedi a Moncalieri e Rivoli, attiva nel settore automotive e specializzata nell’illuminazione per veicoli.

Tre anni di esuberi e contratti di solidarietà

Nemmeno questo è un nome nuovo, per le cronache sindacali, visto che più volte negli ultimi anni il suo marchio era stato affiancato alla dichiarazione di decine e decine di esuberi: 40 nel 2023, 65 nel 2024 e 70 lo scorso anno. Un periodo travagliato, insomma, che oggi sembra arrivare a una svolta per circa 300 lavoratori, attualmente in contratto di solidarietà da maggio 2025.

"La situazione dell’automotive è sempre più preoccupante - commentano  Giovanni Mannori e Claudio Siviero (Fiom‑Cgil) -. Questa notizia non era stata minimamente preventivata. Chiederemo un incontro con la massima urgenza presso l’Unione Industriali di Torino. Abbiamo la necessità di avere dettagli sull’operazione per tutelare le lavoratrici e i lavoratori. L’azienda sta utilizzando l'ammortizzatore sociale per 2/3 giorni alla settimana da diverso tempo con un inevitabile impatto negativo sul salario. Chiederemo quindi all'azienda garanzie occupazionali ed un piano industriale credibile, che indichi prospettive future certe e possibilità di sviluppo. Visto il momento di incertezza in cui siamo piombati è necessario che le istituzioni locali e nazionali si attivino per pretendere le dovute garanzie”.

Il precedente Primotecs

Ma Mutares non è una novità assoluta, in questi anni di difficoltà industriale. Si tratta infatti del fondo che nel mese di gennaio ha annunciato ai sindacati la volontà di chiudere lo stabilimento Primotecs Italia di Avigliana, rimasto di proprietà del gruppo dopo la vendita a OMVP (gruppo Ori Martin) dell’altro storico sito, a Villar Perosa.

"La notizia della vendita della società Magna Olsa Lighting al fondo tedesco Mutares, appresa peraltro informalmente dalla Fiom-CGIL, è l'ennesimo colpo per l'indotto automotive piemontese. Stiamo parlando di una impresa che occupa circa 300 dipendenti tra le sedi di Moncalieri e Rivoli, e che passerebbe nelle mani dello stesso fondo che sta chiudendo Primotecs ad Avigliana, dimostrando di non avere alcun interesse sulle ricadute territoriali della propria attività. Anche in questo caso, come in molti altri purtroppo già visti in Piemonte, manca un piano industriale chiaro e una tutela dei livelli occupazionali. Per questo ho depositato un'interrogazione parlamentare al Ministro Urso: il Ministero non può restare a guardare, occorre tutelare i livelli occupazionali, mettere in campo strumenti seri per sostenere il settore automotive piemontese, alla luce delle numerose vertenze aperte, e prevnenire operazioni speculative di fondi di investimento esteri in ambiti industriali strategici", dichiara Marco Grimaldi, vicecapogruppo AVS alla Camera dei Deputati.

"Non è più rinviabile la costituzione di un tavolo regionale sulla situazione dell'automotive, richiesto ormai da mesi dai sindacati e sul quale erano state fatte le consuete promesse da Cirio - aggiungono le consigliere regionali di AVS Alice Ravinale e Valentina Cera - Le vicende di Marelli, venduta al fondo americano KKK e che ha ridotto drasticamente i dipendenti, e di Primotecs, su cui continuano a non arrivare risposte chiare dalla Regione nonostante l'avvio di un tavolo di crisi, non hanno insegnato niente? E' necessario che la Regione si attivi, e lo chiederemo a Cirio, per verificare le condizioni di quest'ennesima operazione al buio, innanzitutto per tutelare lavoratori e lavoratrici che ormai da anni subiscono contratti di solidarietà e pagano a caro prezzo la crisi del settore dovuta alla mancanza di politiche industriali degne di questo nome".

"Oggi più che mai, al Piemonte serve un Assessore al Lavoro a tempo pieno - è il commento di Gianna Pentenero, presidente del gruppo PD in consiglio regionale  - una figura che oggi di fatto manca nella Giunta, e che abbia il peso politico di alzare la voce a Roma sulle mancate politiche industriali. Serve un'interlocuzione forte e determinata con il Governo nazionale. Chi ci governa deve andare nei Ministeri non solo per pretendere piani industriali credibili, ma anche per esigere provvedimenti urgenti sul fronte energetico".

Lear, qualcosa si muove

Intanto, si muove qualcosa anche sul fronte Lear: oggi a Rome, presso la sede del MiMIT, si sono incontrate le organizzazioni sindacali nazionali e territoriali di Torino di Fim, Fiom e Uilm con le aziende Lear e Mechatronix, che stanno effettuando il passaggio di testimone per rilanciare lo stabilimento di Grugliasco in cui si costruivano sedili per Maserati. "Le aziende già venerdì 3, a seguito della chiusura dell'accordo di cessione di ramo, avevano avviato la procedura per il trasferimento della fabbrica, che sarà discussa in ambito territoriale nelle giornate del 14 e 23 aprile. Come organizzazioni sindacali siamo impegnati a richiedere le garanzie necessarie al fine di assicurare una prospettiva lavorativa solida per i lavoratori di Grugliasco. Il prossimo incontro presso il MIMIT è previsto per la giornata del 29 aprile".

Massimiliano Sciullo

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