Attualità | 15 aprile 2026, 18:24

“Una truffa su due é virtuale”, il monito della Polizia municipale ai cittadini

I farabutti colpiscono anche con WhatsApp, clonando il numero delle loro vittime

“Una truffa su due é virtuale”, il monito della Polizia municipale ai cittadini

“Una truffa su due é virtuale”, il monito della Polizia municipale ai cittadini

Il finto carabiniere, il falso tecnico che suona al campanello. Ma soprattutto la moda delle truffe tecnologiche che con l’avvento degli smartphone hanno preso sempre più piede. Circuendo non solo la terza età ma anche persone molto più giovani.

Il pericolo dei messaggi 

 Da “suo figlio ha avuto un incidente” agli ormai famosi “mamma ho perso il cellulare, questo é il mio nuovo numero” con tanto di invito a cliccare da qualche parte. “La metà delle truffe - raccontano gli agenti - avviene senza che noi nemmeno vediamo chi è la persona che sta cercando di imbrogliarci: al telefono, con sms, su whatsapp. A volte avviene anche hackerando i profili dei nostri stessi conoscenti, ci scrivono chiedendo dei soldi o dei favori ma in realtà non sono loro”. 

Sul posto, per la Circoscrizione 8, il coordinatore Alberto Loi che ha ricordato i rischi che si corrono con i nuovi telefonini. “Se qualcuno vi chiede dei soldi, fosse anche un vostro amico, prima di fare qualche sciocchezza chiamatelo. Potrebbe non essere lui ma qualcuno che è entrato nel suo telefono”. Attenzione anche a chi vi chiede di regolarizzare la vostra posizione della Tari: il Comune di Torino non agisce in questo modo.  

Nuovo incontro 

È quanto emerso oggi pomeriggio all’incontro tra gli anziani cittadini del quartiere Lingotto (presenti in massa) e gli agenti della Polizia municipale, sezione 9, presso la chiesa di San Marco Evangelista in via Daneo. Uno dei tanti appuntamenti promossi in città per dare consigli utili e prevenire i continui imbrogli, sempre più evoluti, che quotidianamente aumentano il numero delle vittime. 

Un caso per tutti quello dei due anziani 90enni che giorni fa hanno aperto la porta a un falso tecnico, che ha portato via loro anche le fedi nuziali. “Per noi è molto importante che i cittadini denuncino. Perché dopo 5,6 o 7 segnalazioni possiamo stabilire un identikit o capire come o dove colpisce”. 

Porcedda: “Occhio a chi vi mette fretta”

Anche l’assessore alla Sicurezza della Città di Torino, Marco Porcedda, ha voluto lasciare la sua esperienza ai cittadini, spiegando come “qualsiasi persona che vi metta fretta é sicuramente un truffatore. Che sia una multa da pagare o, peggio, un link da cliccare”. Invitando i numerosi presenti all’incontro a chiamare il 112, sia in caso di sospetto sia in caso - malauguratamente - di truffa già avvenuta. “Paura e fretta sono due grandi armi che i truffatori usano - ha concluso l’assessore - sia se si presentano alla porta sia se telefonano. Soprattutto in questo ultimo caso. Un altro consiglio è sempre quello di non cliccare mai da nessuna parte e chiamare e avvalersi dell’aiuto di un figlio o di un parente prima di fare qualcosa di avventato”.

Philippe Versienti

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