Economia e lavoro | 29 aprile 2026, 10:00

Dal campo alla tavola: la storia di Pastificio Bossolasco, un'eccellenza del nostro territorio

Una famiglia di Savigliano, oltre un secolo di terra coltivata, e un giovane imprenditore che un giorno si è fermato davanti agli scaffali del supermercato ed ha immaginato il futuro della sua famiglia

Dal campo alla tavola: la storia di Pastificio Bossolasco, un'eccellenza del nostro territorio

Emanuele Bossolasco ricorda bene il momento in cui tutto ha preso forma: stava guardando gli scaffali di un supermercato, pieni di pasta di Gragnano, e si è detto che era stupendo come un territorio potesse nobilitarsi attraverso un prodotto familiare come la pasta. Quella stessa cosa, pensò, si poteva fare con il Piemonte, con i suoi campi e con il suo grano. 

La famiglia Bossolasco, infatti, coltiva terra nella pianura saviglianese, nel cuneese, da generazioni. 

Nel 2013 quella direzione è diventata un progetto concreto: produrre pasta artigianale utilizzando esclusivamente grano duro coltivato nei propri campi, a chilometro zero. Un'idea che, all'epoca, andava controcorrente: la pasta industriale del Sud Italia dominava il mercato, e l'idea di riportarla nel Nord, seguendo l'intera filiera dalla semina alla confezione, poteva sembrare una scommessa.

Prima ancora di avviare la produzione, la famiglia si è messa al lavoro per selezionare le varietà di grano più adatte al territorio. Dopo mesi di attento lavoro ha individuato tre qualità (Levante, Odisseo e Obelix) capaci di esprimere al meglio le caratteristiche del suolo piemontese. 

Il risultato è stato un pastificio agricolo che controlla l'intera catena produttiva: dalla semina al mulino, dall'impasto alla confezione. Una filiera corta che rappresenta garanzia di tracciabilità e controllo qualitativo costante. Sul piano produttivo, la scelta è caduta su metodi artigianali: trafilatura al bronzo, che conferisce alla pasta una superficie ruvida capace di trattenere meglio i condimenti, ed essiccazione lenta a basse temperature, per preservare le proprietà organolettiche della semola. Ne nasce una pasta di qualità superiore per via delle sue caratteristiche: proteine, qualità del glutine, sapore e tenuta alla cottura. 

Nel giro di qualche anno, la pasta Bossolasco ha cominciato a essere servita in alcuni dei ristoranti più importanti del Piemonte: dall'Antica Corona Reale di Cervere alla Ciau del Tornavento di Treiso, passando per La Rei Natura by Michelangelo Mammoliti a Serralunga d'Alba. Una lista di indirizzi che racconta da sola la reputazione acquisita nel segmento dell'alta ristorazione. La qualità del prodotto gli ha permesso di arrivare anche all'estero: Emirati Arabi, Francia, Canada, Cina, tra gli altri.

Parallelamente, l'azienda ha sviluppato un secondo marchio, Granò, orientato alla grande distribuzione, senza rinunciare agli stessi standard qualitativi di base. Una scelta che ha permesso di dialogare con la GDO portando il marchio all'interno degli assortimenti di diversi supermercati.

Il passo più recente è stato l'enorme investimento per la creazione di un nuovo stabilimento da 2.000 metri quadri, con una capacità produttiva di 3.000 kg al giorno. Nelle parole dello stesso Emanuele Bossolasco, si tratta di un passaggio fondamentale per rispondere con più efficacia alle esigenze della distribuzione moderna e della domanda sempre crescente, mantenendo al centro la qualità della pasta e il legame con la filiera piemontese.

Pastificio Bossolasco rappresenta una storia familiare che ha attraversato un secolo e che, con la nuova generazione, ha trovato sia una forma nuova, quella di una pasta di alta qualità, sia un nuovo intento, quello di creare legami con il territorio e le sue famiglie attraverso i suoi prodotti.

I.P.

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