Cronaca | 02 maggio 2026, 12:46

Vandalizzate le otto pietre d'inciampo di piazza Santa Giulia: erano state messe il 3 febbraio

Deri: "Atto, compiuto per cancellare la memoria, ma non farà altro che rafforzare i nostri ideali di libertà e di pace"

Foto dal profilo facebook di Luca Deri

Foto dal profilo facebook di Luca Deri

Vandalizzate le otto pietre d'inciampo in Piazza Santa Giulia. Erano state piazzate a ricordo di Aida Sara Montagnana, Rosa Vita Finzi, Teresita Teglio, Ercolina Levi, Sara Colombo, Eugenia Treves in Segre, Lidia Passigli ed Ettore Abenaim, lo scorso 3 febbraio, dove un tempo era presente l'Ospizio Israelitico, demolito dopo la Seconda Guerra Mondiale. 

Le pietre, realizzate dall'artista tedesco Gunter Demnig, sono state imbrattate con scritte e vernice nera. 

A segnalare l'accaduto è il presidente della Circoscrizione 7, Luca Deri: "Questo atto, compiuto per cancellare la memoria, non farà altro che rafforzare i nostri ideali di libertà e di pace. Un gesto vile che speriamo possa essere stato ripreso dalle molte telecamere presenti in zona". 

"Un gesto vile e stupido - aggiunge il sindaco Stefano Lo Russo  - che offende la memoria delle vittime"del nazifascismo che, con le numerose pietre d’inciampo posate in questi anni, intendiamo commemorare. Questo episodio, a pochi giorni dal danneggiamento della targa partigiana in via Montebello, è inaccettabile, ancor più perché colpisce i luoghi della memoria. Una memoria che continueremo a custodire con ancora maggiore forza e impegno”. 

I commenti

"Cancellare nomi e memoria non ci farà dimenticare e tacere i nostri valori della costituzione e della libertà e pace - commenta ANPI Provinciale di Torino -. Non abbiamo paura di questi gesti così vili ed infami ed esprimiamo una netta condanna verso gli autori di non ci arrendiamo e continuiamo a lottare per una Città giusta, libera e orgogliosamente partigiana e antifascista". 

“Vedere le pietre di inciampo 'cancellate' è un pugno allo stomaco. Questo odioso atto avvenuto in piazza Santa Giulia, si aggiunge alla lapide vandalizzata qualche giorno fa in largo Montebello. Continueremo a tenere vivo il nostro impegno a difesa della memoria, non facendoci spaventare da questi atti, proseguiremo nella promozione della cultura democratica affinché tali riprovevoli episodi non abbiano a ripetersi” aggiunge Marcello Mazzù, segretario Pd Torino. 

“È un gesto vile, figlio dell’ignoranza e di un’inaccettabile mancanza di rispetto. Un ulteriore indizio che l'antisemitisno piú becero é tornato" dichiara il Presidente del Consiglio regionale Davide Nicco.

"L'imbrattamento delle pietre di inciampo di piazza Santa Giulia è l'ennesimo grave atto vandalico a Torino. Se si tratta di un tentativo di cancellare vigliaccamente un pezzo di memoria per noi fondamentale, affinché l'orrore di quei fatti non si ripeta mai più, non lo permetteremo" scrive sui social la vicepresidente dem del Senato, Anna Rossomando.

"Siamo di fronte ad un clima di intolleranza e di odio. Chi attacca i simboli della Resistenza e della Shoah, attacca i fondamenti della nostra civiltà. Le istituzioni sono chiamate a dare risposte chiare e univoche, che vadano oltre i pur doverosi appelli ad abbassare i toni" commenta il vicepresidente Consiglio regionale del Piemonte, Domenico Ravetti. 

"Questo gesto si inserisce in una sequenza che non può più essere ignorata. A pochi giorni dall’incendio della targa partigiana di Largo Montebello, colpire ancora simboli della memoria e dell'antifascismo indica una direzione chiara: intimidire, sporcare, normalizzare l’odio.  Serve una risposta chiara e collettiva, come già avvenuto una settimana fa per la lapide ai partigiani: istituzioni presenti, responsabilità accertate, ma soprattutto una comunità che non arretra di un passo" dichiarano la capogruppo AVS in Consiglio Regionale Alice Ravinale, la capogruppo SE in Comune Sara Diena e la capogruppo SE di Circoscrizione 7 Ilaria Genovese

"Le pietre di inciampo sono la voce collettiva di chi ha potuto raccontare,  e anche di chi non è tornato dall'inferno dell'olocausto. Sono gli anticorpi necessari contro l’autoritarismo, i nazionalismi fanatici. Ed è proprio per questo che la nostra condanna non può che essere unanime e decisa" commenta Nadia Conticelli consigliera regionale e presidente PD regionale. 

"Siamo di fronte a segnali inquietanti di un antisemitismo strisciante che torna a rialzare la testa e che va estirpato senza esitazione. Difendere quelle pietre significa difendere la nostra storia, la nostra libertà e il nostro futuro" dichiarano Rosso e Fontana (FI).

ch. ga.

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