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Attualità | 03 febbraio 2026, 13:10

Dall’ospizio israelitico ad Auschwitz, nove storie che tornano a vivere sull’asfalto di Torino

La posa delle nuove pietre di inciampo tra piazza Santa Giulia e corso Casale

La posa delle pietre d'inciampo

La posa delle pietre d'inciampo

Tra Madonna del Pilone e Vanchiglia nove pietre di inciampo per ricordare le vittime della deportazione nazista e fascista. Questa mattina la posa ufficiale delle "Stolpersteine", un monumento diffuso realizzato dall'artista tedesco Gunter Demnig.

Pietra in corso Casale

Il primo appuntamento alle 9.30 in corso Casale 208, dove ne è stata messa una dedicata a Michele Rossini: operaio e partigiano di origine pugliese, venne deportato a Dachau dove morì. Il secondo momento alle 11.30 in piazza Santa Giulia, dove erano presenti le scuole del territorio.

Le pietre in piazza Santa Giulia 

Qui sono state posate le pietre con su inciso di nomi di: Aida Sara Montagnana, Rosa Vita Finzi, Teresita Teglio, Ercolina Levi, Sara Colombo, Eugenia Treves in Segre, Lidia Passigli ed Ettore Abenaim.

Le prime sei erano tutte donne ricoverate presso l'ospizio israelitico di piazza Santa Giulia, dove ora ci sono le Poste, punto di riferimento per Vanchiglia. Il complesso fu bombardato il 13 agosto 1943: in quell'occasione fu distrutta la biblioteca Civica di Torino e colpita la chiesa della Consolata. 

Le pazienti vennero trasferiti in via Como, da dove poi vennero prelevate per essere infine deportare prima a Fossoli e poi ad Auschwitz. Diversa la storia delle altre due vittime. Lidia Passigli era direttrice dell'ospizio e finì all'età di 51 anni nel campo di concentramento. Ettore Abenaim era il segretario della struttura: convintamente fascista, venne prima espulso dal partito guidato da Mussolini e poi deportato. 

I commenti 

"Non c'è la caviamo più - ha osservato il consigliere regionale Domenico Ravetti -, solo con la corona di alloro: è necessario conservare la parola partigiani, che oggi viene usata male". "Torino - ha aggiunto l'assessore alla Cultura, Rosanna Purchia -, non ricorda solo in questo periodo le vittime del nazifascismo, ma è presente sempre. Le 168 pietre di inciampo presenti in città ogni giorno ci costringono a fermarci per capire".

"Quella di piazza Santa Giulia - ha detto il presidente della Comunità Ebraica, Dario Disegni -, è una delle pagine più sconvolgenti della Shoah, ritrovata da pochi anni grazie all'impegno della sezione ANPI Torino". "Vennero deportate - ha aggiunto - sei donne anziane e malate: ogni volta che, dalla grande storia passiamo alle microstorie delle famiglie che vivevano sul pianerottolo vicino a noi, questo dramma acquista una sua consistenza".

Cinzia Gatti

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