Viabilità e trasporti | 02 maggio 2026, 16:42

Linea 4, conto alla rovescia su corso: lavori fino all’estate sul ponte Ferdinando di Savoia

Prima fase verso la chiusura il 20 maggio, poi il cantiere più impattante: traffico sotto pressione ma arriva il tram a Falchera

Il cronoprogramma sarebbe ora nero su bianco: la prima fase dei lavori della linea 4 su corso Giulio Cesare, all’altezza del ponte Ferdinando di Savoia, dovrebbe chiudersi intorno al 20 maggio, mentre per la conclusione complessiva bisognerà attendere l’estate. Date che diventano la vera notizia di un intervento atteso e inevitabile, ma destinato ancora a incidere sulla viabilità di uno dei nodi più delicati della zona nord.

L’intervento, portato avanti da Comune e Gtt, sarebbe tutt’altro che superficiale. Si tratterebbe di un’operazione strutturale che prevede la rimozione del manto stradale per ricostruire la piattaforma e ripristinare l’impermeabilizzazione del ponte, resa necessaria da infiltrazioni d’acqua che negli anni avrebbero causato il degrado delle strutture interne.  Un lavoro definito "semplice" dal punto di vista tecnico, ma complesso e costoso nella sua realizzazione, tanto da essere affrontato in maniera integrale solo una volta reperite le risorse.

Secondo quanto spiegato dagli uffici comunali, il cantiere sarebbe stato suddiviso in due fasi. La prima, attualmente in corso, riguarderebbe una corsia e si avvierebbe alla conclusione. Poi scatterebbe la seconda, che si preannuncerebbe più critica dal punto di vista del traffico, con inevitabili disagi per automobilisti e mezzi pubblici. L’obiettivo, però, resterebbe quello di chiudere tutto entro l’estate.

Tram e viabilità: lavori intrecciati

Parallelamente, i lavori si sarebbero intrecciati con quelli di Gtt per il nuovo assetto della linea tranviaria verso Falchera. In questa fase sarebbe stato necessario rimuovere e sostituire i vecchi binari, permettendo così il passaggio delle nuove vetture. Senza questo intervento, infatti, i tram non bidirezionali non avrebbero potuto transitare.

Sempre secondo Gtt, il progetto comprenderebbe anche la riqualificazione della fermata Stura, che vedrebbe un’inaugurazione nei prossimi mesi, oltre a una serie di interventi collaterali sulla viabilità e sull’arredo urbano. Tra questi, lo spostamento della fermata della navetta del 4, oggi troppo vicina a un attraversamento pedonale, e il rifacimento dell’asfalto in alcuni punti strategici, come la rotatoria tra via delle Querce e via Abete.

Traffico e criticità: le preoccupazioni

Se da un lato si guarderebbe al futuro, dall’altro non mancherebbero le preoccupazioni per l’impatto immediato dei lavori. Il tema sarebbe quello, ormai noto, della congestione: con due corsie il traffico sarebbe già al limite, e la riduzione ulteriore prevista nella seconda fase rischierebbe di aggravare la situazione, soprattutto nei punti più critici come corso Giulio Cesare all’altezza della fermata Derna.

Sul tavolo anche alcune proposte per alleggerire la pressione, come lo spostamento dei pullman a lunga percorrenza per liberare spazio alla circolazione privata.

Il ritorno del tram a Falchera

Ma il cantiere porterebbe con sé anche una prospettiva attesa da anni: il ritorno del tram a Falchera. "Questo intervento permette al nuovo tram di arrivare fino al quartiere - sottolinea la capogruppo del Partito Democratico in Circoscrizione 6, Isabella Martelli -, e rappresenta un passo importante per riportare un servizio fondamentale sul territorio".

Non solo mobilità: il progetto includerebbe anche interventi di riqualificazione e abbellimento richiesti dai cittadini. "Sarà un momento significativo per il quartiere - aggiunge - con un’inaugurazione che vogliamo trasformare in una vera festa per la zona".

Tra cantieri e territorio

Infine, accanto all’entusiasmo per le prospettive future, resterebbe però il nodo della gestione del presente. Il capogruppo del Movimento 5 Stelle Fabio Cambai richiamerebbe l’attenzione sulle ricadute concrete dei lavori, soprattutto in vista della seconda fase, quando il restringimento delle carreggiate potrebbe mettere ulteriormente in difficoltà la viabilità quotidiana.

Marco D’Agostino

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