Attualità | 06 maggio 2026, 07:18

Aurora, il progetto sul cibo etnico che aiuta gli abusivi. Ma FDI non ci sta: "Le regole vanno rispettate"

Si accende il dibattito politico in Circoscrizione 7

Aurora, il progetto sul cibo etnico fa discutere (foto d'archivio)

Aurora, il progetto sul cibo etnico fa discutere (foto d'archivio)

Aiutare o punire? In Circoscrizione 7 si è aperto il dibattito su come affrontare il fenomeno dei venditori informali nel quartiere Aurora. Il progetto "Etnico Aurora" intende usare la vasta offerta di cibo nella zona come ponte per avvicinare persone e culture, come leva per accompagnare le attività commerciali irregolari verso la legalità e per creare una rete economica più coesa nel quartiere.

Problema? No, risorsa da valorizzare

L'idea centrale del progetto è che il cibo etnico non sia un problema da gestire, ma una risorsa del quartiere da valorizzare. Fabrizio Rotilio di Squadra Quadra APS, una delle associazioni che partecipa al progetto, durante la presentazione nelle commissioni Lavoro e Multiculturalità della Circoscrizione 7 ha spiegato che il cibo è "uno strumento molto potente di mediazione culturale". A partire dalla rete che si formerà, il progetto vuole accompagnare chi opera nell'informalità informandoli su regole e leggi da rispettare. Rotilio ha sottolineato che in molti casi il problema non è la malafede: "A volte alcune di queste persone non sanno neanche di stare sbagliando e mettono a rischio la salute delle persone". L'obiettivo finale è trasformare Aurora da "No Go Zone" — come scritto da alcuni negli ultimi giorni — in una "Go Zone".

Ninni Sol, coordinatore della commissione Lavoro, ha sostenuto l'approccio: "Col pugno duro non usciremo mai da questa dinamica". La linea della maggioranza è intercettare chi opera nell'informalità e proporre percorsi concreti verso la legalità. Ilaria Genovese, coordinatrice della sottocommissione multiculturalità, ha aggiunto: "Per me le pari opportunità non sono 'siamo tutti uguali' ma 'partiamo dalle stesse condizioni'. Significa parlare, interloquire e intercettare. Non tutti scelgono di compiere azioni illecite per il gusto di farlo, quelli sono i colletti bianchi". 

Si infiamma il dibattito politico

L'opposizione, però non ci sta e critica gli aiuti a chi opera nell'illegalità. Patrizia Alessi, consigliera di Fratelli d'Italia, ha commentato: "Stranieri o italiani, bisogna rispettare le regole. Se un prodotto non può essere venduto, non va venduto. I venditori abusivi di corso Giulio non devono esserci, non si può andare a insegnare loro che non va fatto".

Sempre da Fratelli d'Italia, Domenico Giovannini ha aggiunto: "Questi signori devono imparare a rispettare le regole. State attuando discriminazione verso gli italiani. L'HACCP è un costo per le nostre attività e per lo straniero che rispetta le regole. Chi va in un altro paese, deve rispettare le loro regole sennò viene buttato fuori, o peggio".

Francesco Capuano

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