Sanità | 07 maggio 2026, 14:58

Case di comunità in ritardo, il comitato di nuovo in piazza: “La Regione non privatizzi la sanità”

Il 23 maggio la manifestazione partirà dal grattacielo della Regione e arriverà alle Molinette. Nel mirino liste d’attesa infinite, carenza di personale e rischio privatizzazione

Il comitato per la Salute è pronto a tornare in piazza

Il comitato per la Salute è pronto a tornare in piazza

Tre anni dopo la manifestazione che portò in strada oltre 12mila persone, il mondo della sanità piemontese torna a mobilitarsi. L’appuntamento è per il 23 maggio alle ore 14 a Torino: il corteo partirà dal grattacielo della Regione Piemonte e si concluderà nei pressi dell’ospedale Molinette, simbolo della sanità pubblica regionale.

A promuovere la manifestazione sono quasi 50 associazioni, insieme a sindacati, ordini professionali e comitati civici. Le adesioni, spiegano gli organizzatori, restano aperte. Al centro della protesta ci sono le liste d’attesa, la carenza di personale, il futuro delle Case di comunità, la situazione delle Rsa e il timore di una progressiva privatizzazione del sistema sanitario.

“Dalla Regione agli ospedali”: il significato del corteo

A spiegare il senso politico del percorso scelto è il segretario generale della Cgil Piemonte, Giorgio Airaudo. "Torniamo in piazza a tre anni dall’ultima manifestazione con un percorso diverso: partiremo dalla Regione per arrivare alle Molinette perché simbolicamente è importante. Crediamo che la Regione non abbia difeso la sanità pubblica e che tocchi ai cittadini difenderla".

Secondo Airaudo, il sistema sanitario piemontese starebbe vivendo un peggioramento, aggravato durante il secondo mandato del presidente Cirio. Nel mirino ci sono soprattutto le Case di comunità previste dal Pnrr. "Solo 69 Case di comunità su 82 saranno completate entro la data utile per ottenere i contributi. E meno della metà, secondo noi, saranno realmente operative. Inoltre apriranno solo dalle 8 alle 20 dal lunedì al venerdì, mentre soltanto una per distretto sarà aperta h24 nei festivi".

Il sindacalista denuncia anche il rischio che le nuove strutture vengano realizzate senza personale sufficiente. "Per aprirle si stanno spostando infermieri da altri servizi, diminuendo l’assistenza domiciliare alle persone fragili. E sugli ospedali di comunità solo 17 su 27 saranno pronti entro fine maggio".

“Mancano quasi 10mila operatori”

Uno dei temi centrali della protesta resta la carenza di personale. Gli organizzatori parlano di quasi 10mila professionisti mancanti nelle aziende sanitarie piemontesi: circa 800 medici ospedalieri, 450 medici di famiglia, 130 pediatri, 6mila infermieri e 2600 tra Oss, amministrativi e operatori sanitari. "Le assunzioni fatte non sono sufficienti - sostiene ancora Airaudo -. Tra il 2023 e il 2024 sono stati assunti appena 80 infermieri, circa due per ospedale".

Dura è anche la la fotografia tracciata da Chiara Rivetti, segretaria regionale Anaao Assomed Piemonte. "Con noi ci saranno anche tanti cittadini non iscritti a nessuna associazione, semplicemente perché vogliono esprimere un disagio e chiedere investimenti nella sanità. È grave pensare che una persona su dieci rinunci alle cure".

Dito puntato anche contro la crescita della sanità integrativa privata. "Un italiano su tre oggi ha una forma assicurativa sanitaria. Ma può permettersela solo chi ha un lavoro stabile e redditi adeguati".

Liste d’attesa e rinuncia alle cure

Secondo i dati portati dagli organizzatori, nel 2024 sono stati 392mila i piemontesi che hanno rinunciato a curarsi, con un aumento superiore al 40% rispetto agli anni precedenti.

Le liste d’attesa vengono definite “fuori controllo”, con visite specialistiche prenotabili anche a oltre 18 mesi di distanza. Nel mirino c’è anche il sistema del Cup regionale. "I malati cronici continuano a non avere percorsi privilegiati e restano bloccati nelle liste d’attesa", denunciano i promotori della mobilitazione.

Il Comitato per il diritto alla tutela della salute e alle cure chiede un “cambio di rotta immediato”: abbattimento dei tempi di attesa, piano straordinario di assunzioni e rafforzamento dei servizi territoriali.

Rsa e non autosufficienza: “Famiglie lasciate sole”

Tra i capitoli più critici c’è quello della non autosufficienza. Gli organizzatori attaccano l'assessore Marrone e parlano di 15mila persone senza alcun sostegno per familiari gravemente non autosufficienti e di oltre 9mila cittadini in attesa di un posto convenzionato nelle Rsa. "Da aprile alcuni consorzi hanno smesso di erogare gli assegni di cura - denunciano i promotori -, e in molti casi le Asl non garantiscono da anni il contributo alle rette".

Mentre Eleonora Artesio, del Comitato per il diritto alla tutela della salute e alle cure, chiede "risorse immediate per ridurre le liste d’attesa nelle Rsa".

Medici di famiglia e salute mentale

Lancia l’allarme sulla medicina territoriale, il presidente dell’Ordine dei medici di Torino, Guido Giustetto. "Mancano 450 medici di famiglia in Piemonte, schiacciati da un carico burocratico enorme. Oggi molti non riescono più a lavorare bene e a prendere davvero in carico i pazienti". Ricordando anche come in Piemonte lavorino oltre 3200 operatori stranieri senza iscrizione alcuna agli ordini professionali.

Sul fronte della salute mentale, le associazioni denunciano una situazione sempre più critica. "La Regione investe appena il 3% delle risorse sulla salute mentale", accusano i promotori, che stimano una carenza di circa mille professionisti nei servizi dedicati. La richiesta è quella di garantire almeno un centro di salute mentale aperto 12 ore al giorno per ogni Asl.

Consultori e poliambulatori

Tra le realtà che parteciperanno al corteo c’è anche la rete femminista “+194 voci”. A parlare è Enrica Guglielmotti. "Siamo preoccupate per la diminuzione dei consultori e per la perdita del criterio di prossimità. Chiediamo che restino all’interno delle Case di comunità e che nelle scuole venga introdotta l’educazione sesso-affettiva". La rete contesta inoltre “la stanza di ascolto” e si oppone allo scorporo dell’ospedale Sant’Anna dalla Città della Salute.

E non poteva mancare una stoccata alla chiusura del poliambulatorio di via Del Ridotto e a quello di via Le Chiuse.  "Abbiamo raccolto 1700 firme contro la chiusura dell’ambulatorio di San Donato - spiega Mauro Valle, del comitato contro la chiusura di via Le Chiuse -. Chiedevano fosse manutenuto invece di spostare i servizi in via Pacchiotti, a quasi 3 chilometri. Non abbiamo mai ricevuto risposta".

“Serve un cambio di rotta”

La piattaforma della manifestazione chiede il completamento delle Case e degli ospedali di comunità entro il 30 giugno 2026, nuove assunzioni, più consultori, il potenziamento del Cup e maggiori risorse per RSA e salute mentale.

"Con la marcia di tre anni fa ottenemmo l’Osservatorio delle assunzioni - ricorda Rivetti -. Qualche medico è arrivato, ma non basta. La popolazione invecchia e i bisogni di cura stanno cambiando".

Ma il messaggio lanciato dagli organizzatori alla Regione è netto: senza investimenti strutturali nella sanità pubblica, il rischio è che sempre più cittadini rinuncino alle cure o siano costretti a rivolgersi al privato.

Philippe Versienti

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Johanna Finocchiaro

Buongiorno, Good morning, Bonjour, Buenos Días, Namasté!
Sono Johanna. Classe 1990, nata a Torino, appassionata di musica, viaggi, lingue straniere e poesia. Già, POESIA.
Scrivo sin dalla tenera età (mi sono innamorata di lei al nostro primo incontro, alle scuole elementari) e leggo, leggo tanto, sempre e ovunque. La mia massima fonte d'ispirazione è la natura e l'arte sua complice: mi conquistano l'immediatezza, la forza comunicativa, la varietà di forme e concetti espressi, la contraddizione.
Viaggiando ho compreso quanto il mondo sia immenso, dinamico ed io piccola. Mi ci sono adattata, pian piano, stravolgendo i piani e spostando i limiti. Oggi, continuo ad essere curiosa. E gioiosa. Mi occupo di divulgazione culturale e ho all'attivo quattro pubblicazioni: Clic (L'Erudita Editore), Ramificare (Eretica Edizioni), Specchi (Scrivere Poesia Edizioni), L'Atto versato (Edizioni Il Cuscino di Stelle). Obiettivo primario: sostenere una cultura consapevole, socialmente impegnata.
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Questa rubrica nasce sotto una buona stella o così mi piace pensare; si propone, con determinazione, di avvicinare il lettore a un genere letterario incompreso quanto testardo: la poesia.
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Allontaniamoci dall'impostazione scolastica e dall'“analisi del testo”, lasciando spazio, invece, all'analisi del SENSO. Senso che sta per ragione e sensazione insieme. Impariamo a cercare la domanda, prima della risposta. E accendiamo il pensiero, tra racconti e storie positive che vado scovando per il mondo. Che dite, ci lanciamo nel viaggio? Al trasporto provvedo io!

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