Cultura e spettacoli | 18 maggio 2026, 19:00

Luciano Ligabue: “Torino altro che città triste, è divertente, capace ed efficiente” [VIDEOINTERVISTA]

Il cantante torna al Salone del Libro per presentare la ripubblicazione di “Fuori e dentro il borgo”: “L’inizio della mia carriera frutto dell’incoscienza” 


Luciano Ligabue protagonista dell'ultima giornata del Salone

Luciano Ligabue protagonista dell'ultima giornata del Salone

Luciano Ligabue torna come ospite del Salone del Libro per la nuova pubblicazione di “Fuori e dentro il borgo” (Mondadori).

A trent’anni dal suo esordio letterario, l’artista ripropone l’opera letteraria in un’edizione rivista e ampliata, piena di inediti e di sorprese.

Sono trascorsi 30 anni, per l’appunto, cosa prova quando rilegge quei racconti? 

“Quando mi è stata riproposta questa edizione, mi sono emozionato perché ho ritrovato il periodo in cui l’ho scritto, quindi anche questa cosa che lo ha messo nella condizione di essere quello che è, una forma di incoscienza - racconta il cantante -. All’epoca quando accettai la proposta di scrivere la raccolta di racconti stavo vivendo un periodo particolarmente intenso e nuovo per me pieno di cose che mi stavano capitando. Tutto andava velocissimo, è così è stata la scrittura del libro che è diventata una scrittura senza filtri. Quasi un pensiero dialettale tradotto in italiano su quello che mi stava capitando e che conoscevo bene del posto che mi aveva tirato su a cui pensavo di dover restituire qualcosa, spero di averlo fatto. Trent’anni dopo mi diverte ritrovare quei personaggi che hanno caratterizzato un po’ la mia adolescenza.”

Parlando di incoscienza, quanto è importante nell’arte e nella musica?

“Incoscienza nell’arte sarebbe necessaria, il problema è che la perdi. L’arte di avere questa mancanza di pudore, dovrebbe essere abbastanza senza filtri, ma più passa il tempo e sai che dall’altra parte c’è qualcuno che si sta aspettando qualcosa, più senti la responsabilità, ti sembra che quella cosa non vada magari di pari passo con quello che dovresti fare. Però questo libro sicuramente è frutto dell’incoscienza, come è frutto dell’incoscienza l’inizio della mia carriera musicale, tutte queste prime volte le ho vissute con questa caratteristica.”

Non è la prima volta al Salone del Libro e a Torino, città e kermesse le trova cambiate? 

“Al Salone ci sono venuto spesso. Il fatto che ci torni spesso vuole dire che è una ricorrenza che mi piace. Torino è una città che ha beneficiato delle Olimpiadi. La vedevo come una città con la fama di essere tristarella, da allora la vedo come una città viva ed efficiente. L’anno scorso sono stati alle Atp e anche lì ho trovato un’organizzazione perfetta. È una città efficiente, capace, ma anche capace di divertirsi”.

Daniele Caponnetto e Chiara Gallo

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Johanna Finocchiaro

Buongiorno, Good morning, Bonjour, Buenos Días, Namasté!
Sono Johanna. Classe 1990, nata a Torino, appassionata di musica, viaggi, lingue straniere e poesia. Già, POESIA.
Scrivo sin dalla tenera età (mi sono innamorata di lei al nostro primo incontro, alle scuole elementari) e leggo, leggo tanto, sempre e ovunque. La mia massima fonte d'ispirazione è la natura e l'arte sua complice: mi conquistano l'immediatezza, la forza comunicativa, la varietà di forme e concetti espressi, la contraddizione.
Viaggiando ho compreso quanto il mondo sia immenso, dinamico ed io piccola. Mi ci sono adattata, pian piano, stravolgendo i piani e spostando i limiti. Oggi, continuo ad essere curiosa. E gioiosa. Mi occupo di divulgazione culturale e ho all'attivo quattro pubblicazioni: Clic (L'Erudita Editore), Ramificare (Eretica Edizioni), Specchi (Scrivere Poesia Edizioni), L'Atto versato (Edizioni Il Cuscino di Stelle). Obiettivo primario: sostenere una cultura consapevole, socialmente impegnata.
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Questa rubrica nasce sotto una buona stella o così mi piace pensare; si propone, con determinazione, di avvicinare il lettore a un genere letterario incompreso quanto testardo: la poesia.
Perché no!? Perché non recuperarla dal cassetto, vestirla con abiti nuovi, freschi, darle una possibilità? La possibilità di emozionarci, semplicemente questo: riflettere, sentire qualcosa, qualsiasi cosa, con e grazie a Lei.
Allontaniamoci dall'impostazione scolastica e dall'“analisi del testo”, lasciando spazio, invece, all'analisi del SENSO. Senso che sta per ragione e sensazione insieme. Impariamo a cercare la domanda, prima della risposta. E accendiamo il pensiero, tra racconti e storie positive che vado scovando per il mondo. Che dite, ci lanciamo nel viaggio? Al trasporto provvedo io!

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