Cronaca | 20 maggio 2026, 15:44

Torino ricorda Vergarolla: un giardino per le vittime della strage dimenticata [FOTO]

In corso Belgio all'angolo con lungo Po Antonelli posata la targa commemorativa dedicata alle persone morte nell'esplosione di Pola del 1946

Intitolazione del giardino alle vittime della strage di Vergarolla

Intitolazione del giardino alle vittime della strage di Vergarolla

Il Gonfalone della città di Torino, i labari delle associazioni degli esuli giuliano-dalmati, i mazzi di fiori lasciati dai presenti davanti alla nuova targa commemorativa. Nel cuore della città, in corso Belgio all'angolo con lungo Po Antonelli, Torino ha dedicato un giardino alle vittime della strage di Vergarolla, l'esplosione avvenuta il 18 agosto 1946 sulla spiaggia di Pola che provocò decine di morti e centinaia di feriti, segnando profondamente la comunità istriana e l'esodo giuliano-dalmata.

Una cerimonia carica di memoria e commozione, durante la quale è stata posata la targa commemorativa in ricordo delle vittime di quella tragedia consumatasi durante una tranquilla giornata estiva. Quel pomeriggio, mentre sulla spiaggia di Vergarolla era in corso una manifestazione sportiva molto partecipata, una violenta esplosione di ordigni bellici provocò una strage tra famiglie, bambini e cittadini presenti sull'arenile. Una vicenda ancora oggi avvolta da ombre e interrogativi, ma considerata da molti storici come uno degli episodi simbolo del dramma vissuto dagli italiani dell'Istria nel secondo dopoguerra.

Presenti alla cerimonia, tra gli altri, la presidente del Consiglio comunale di Torino Maria Grazia Grippo, il capogruppo del Movimento 5 Stelle Andrea Russi, tra i principali promotori dell'iniziativa, e i rappresentanti dell'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia insieme alle associazioni degli esuli giuliano-dalmati.

"Questa intitolazione servirà a fare memoria", ha spiegato Nello Beci, ricordando come quella del 18 agosto 1946 sia stata "la prima strage della neonata Repubblica italiana", ma per decenni rimasta ai margini della memoria collettiva nazionale. Beci ha poi ricostruito quei momenti drammatici: "Era una giornata tranquilla quando all'improvviso un fragore accompagnato da fiamme e fumo generò il caos". Poi il racconto dei soccorsi, delle vittime e di una ferita che, secondo il consigliere, segnò per sempre chi fu costretto a lasciare la propria terra per cercare sicurezza e pace altrove.

Commosso anche l'intervento di Antonio Vatta, presidente dell'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia del Comitato di Torino: "Ringraziamo la città perché ha lavorato tanto e ha collaborato per ottenere questo risultato". Poi il pensiero rivolto alle vittime: "Chissà se da lassù ci stanno guardando in questa stupenda inaugurazione".

A portare il saluto istituzionale della città è stata la presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo, che ha inserito la cerimonia nel percorso di memoria avviato da Torino sugli eventi del confine orientale italiano. Nel suo intervento ha richiamato anche le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella sul dovere di superare "la cortina di differenze" che per anni ha accompagnato il racconto del dopoguerra sul fronte orientale.

"Questo capitolo del Paese segnò in maniera drammatica il destino dei nostri connazionali", ha sottolineato Grippo, spiegando come il percorso di intitolazione fosse iniziato già nel 2022. La scelta del luogo, ha aggiunto, nasce dalla volontà di raccontare quanto accadde "80 anni fa in quel giorno maledetto". E ancora: "Vergarolla ci parla ancora delle derive del presente e del dovere di difendere chi lascia la propria terra senza averlo scelto".

Marco D’Agostino

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