Sanità | 23 maggio 2026, 15:00

Sanità, 45 sigle e associazioni in corteo per difendere il servizio pubblico: "In questo modo non siamo tutti uguali" [FOTO]

Dal Grattacielo della Regione alle Molinette: un lungo corteo percorre via Nizza. Nel mirino liste d’attesa sempre più lunghe, carenza cronica di personale, difficoltà di accesso alle cure, ritardi nella realizzazione delle Case e degli Ospedali di Comunità e aumento della spesa sanitaria privata a carico delle famiglie

Manifestazione davanti al Grattacielo della Regione

Manifestazione davanti al Grattacielo della Regione

Pur con  un fronte sindacale spezzato (Cisl e Uil si sono progressivamente tirate indietro dall'evento), nemmeno il sole e le temperature estive hanno scoraggiato i partecipanti alla manifestazione di protesta che dalle 14 di oggi ha visto raccogliersi ai piedi del Grattacielo della Regione centinaia di persone, in rappresentanza del mondo della Sanità. E non solo.
Con  un corteo a forti tinte Cgil, la protesta che ha visto l'adesione di 45 tra sigle e associazioni di categoria.

Comitato per la tutela della salute e delle cure

In cabina di regia, il Comitato piemontese per il Diritto alla Tutela e della Salute e alle Cure, che è tornato in piazza dopo 3 anni esatti dalla prima mobilitazione a difesa della sanità pubblica regionale, che aveva coinvolto migliaia di persone dal mondo degli ordini professionali, dell’associazionismo, della cittadinanza attiva e della società civile. Dopo il raggruppamento, i manifestanti si sono spostati percorrendo via Nizza e con destinazione piazza Carducci, di fianco alle Molinette, il più grande presidio sanitario d’Italia, uno dei più grandi in Europa e luogo emblematico della sanità pubblica piemontese. Lì si sono tenuti gli ultimi comizi da parte.

Liste d'attesa, personale, ritardi e strutture

"Liste d’attesa sempre più lunghe, carenza cronica di personale, difficoltà di accesso alle cure, ritardi nella realizzazione delle Case e degli Ospedali di Comunità, aumento della spesa sanitaria privata a carico delle famiglie stanno mettendo in discussione il principio di uguaglianza sancito dal Servizio sanitario nazionale", spiegano gli organizzatori della protesta. "Queste ed altre situazioni saranno denunciate durante la manifestazione, nel corso dei numerosi interventi da parte di operatori sanitari, rappresentanti delle associazioni, sindacalisti e realtà sociali che fanno parte del Comitato".

Secondo Giorgio Airaudo, "ancora una volta i piemontesi sono scesi in piazza per difendere e sostenere la sanità pubblica, l’hanno fatto con le associazioni, con i sindacati, con chi ogni giorno garantisce al servizio pubblico di funzionare, nonostante le carenze, le lacune e i limiti delle politiche. Migliaia di persone, quante tre anni fa hanno attraversato la città, sono arrivate dalla Regione alle Molinette. Non ci interessa oggi dare un numero. Vorremmo che i numeri, quelli buoni per la sanità piemontese, siano dati dall’assessore Riboldi e dal governo Cirio. Ascoltare chi difende la Sanità pubblica per un amministratore è un dovere,  di qualunque colore politico sia”.

Oggi siamo qui per manifestare e difendere un modello di sanità pubblica e realmente accessibile, capace di garantire cure accessibili, tempestive e di qualità senza discriminazioni economiche, di genere, territoriali”, dice Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, che oggi ha preso parte alla manifestazione per la sanità piemontese a Torino.

E Sarah Disabato, del Movimento Cinque Stelle, aggiunge: "Oggi è importante partecipare per ascoltare la voce di chi opera ogni giorno nella sanità piemontese. Abbiamo medici, infermieri e operatori che rappresentano l’eccellenza. Le scelte politiche devono essere all’altezza delle richieste sollevate da professionisti e pazienti. Oggi non è così, l’edilizia sanitaria è al palo, le liste d’attesa sono lunghissime e ci sono stati pochi investimenti sui servizi, come testimonia la recente manovra di bilancio utile unicamente a tappare i buchi delle aziende sanitarie".

Critiche dal centrodestra

Una manifestazione costruita più per esigenze politiche e identitarie che per affrontare seriamente i problemi della sanità piemontese. Una piazza ideologica, strumentale, sempre più isolata, che infatti vede prendere le distanze perfino a chi, storicamente, ha condiviso molte battaglie con la CGIL. E il motivo è semplice: chi non è in malafede riconosce gli sforzi della Regione e propone soluzioni concrete nelle sedi opportune. Tutto il resto è propaganda”. Ad affermarlo è Roberto Ravello, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia in Regione . “Chi urla oggi, eterodiretto da una politica in cerca di consensi, in passato è rimasto immobile e in silenzio quando la sanità pubblica veniva realmente falcidiata, umiliata e vilipesa con tagli, blocchi delle assunzioni e piani di rientro che hanno lasciato ferite profonde. In quelle stagioni, da certa sinistra e dal suo mondo di riferimento sindacale, non si ricordano mobilitazioni così accese né lo stesso fervore indignato. Evidentemente l’indignazione, per qualcuno, è selettiva”.

Massimiliano Sciullo

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