Economia e lavoro | 12 giugno 2026, 09:15

Uomo e Ambiente è la prima azienda in Italia a diventare Organizzazione Collaborativa

Aderendo al percorso ideato dall’Associazione Collaboriamo, la Società Benefit e B Corp torinese nomina il primo Rappresentante delle Future Generazioni e approva un Piano Quinquennale con impegni vincolanti. L’incarico di RFG viene affidato alla giovane Margherita Casassa

Uomo e Ambiente è la prima azienda in Italia a diventare Organizzazione Collaborativa

Uomo e Ambiente, Società Benefit e B Corp con sede a Torino, è la prima organizzazione italiana ad aver completato il percorso per diventare Organizzazione Collaborativa, il modello di governance promosso dall’Associazione Collaboriamo che introduce nella vita aziendale un principio semplice e rivoluzionario: prendere decisioni pensando non solo a chi c’è oggi, ma anche e soprattutto a chi verrà domani. Un passaggio che segna un prima e un dopo nel modo di intendere la responsabilità d’impresa in Italia.

Il percorso non è stato formale né simbolico. Uomo e Ambiente ha affrontato un assessment approfondito, ha ripensato i propri processi decisionali e ha approvato un Piano Prospettico di Azione Quinquennale che definisce obiettivi, responsabilità e indicatori di impatto. Un piano che non si limita a dichiarare intenzioni: è accompagnato da un Patto con le Future Generazioni, che prevede una “penale”: una donazione obbligatoria a un ente del terzo settore qualora gli impegni assunti non vengano rispettati. Una scelta rara, che trasforma la sostenibilità in un atto di coerenza misurabile e con un orizzonte di lungo periodo.

Al centro di questo nuovo modello c’è una figura inedita nel panorama italiano: il Rappresentante delle Future Generazioni (RFG), chiamato a portare nei processi decisionali la prospettiva di chi oggi non ha ancora voce. Uomo e Ambiente ha scelto di affidare questo ruolo a Margherita Casassa, giovane professionista impegnata nei temi dell’educazione, dell’innovazione sociale e della sostenibilità, da un anno nel team della società torinese.

Diventare Organizzazione Collaborativa significa assumersi una responsabilità concreta verso il futuro. Non è un titolo, è un cambio di paradigma: integrare nei processi decisionali la prospettiva delle generazioni che verranno. Con il Piano Quinquennale e il Patto con le Future Generazioni abbiamo scelto un impegno che ci vincola, ci misura e ci rende più trasparenti”, spiegano Nunzia Giunta e Mario Burrascano, co-fondatori di Uomo e Ambiente.

Per Margherita Casassa, il ruolo di Rappresentante delle Future Generazioni è prima di tutto un esercizio di visione: “Rappresentare le future generazioni significa portare nei processi aziendali una domanda semplice ma radicale: quale eredità stiamo costruendo? È un ruolo che richiede responsabilità e capacità di guardare oltre l’orizzonte immediato. Sono grata a Uomo e Ambiente per aver scelto di dare spazio a questa prospettiva”.

Anche l’Associazione Collaboriamo riconosce il valore pionieristico del percorso intrapreso. “Uomo e Ambiente è la prima organizzazione in Italia ad aver completato l’intero percorso per diventare Organizzazione Collaborativa. È un passaggio che dimostra coraggio e maturità: adottare un modello di governance che integra partecipazione, trasparenza e responsabilità intergenerazionale significa anticipare il futuro dell’impresa. È un approccio pionieristico, considerando che nel nostro Paese la percentuale di giovani e donne al timone resta molto bassa rispetto al potenziale. Il ricambio generazionale e la parità di genere faticano a ingranare, nonostante la grande presenza di aziende a conduzione familiare. Nel caso di Uomo e Ambiente, va anche sottolineato che l’incarico è conferito a una giovane collaboratrice inserita da un anno nell’organico e non a un familiare”, afferma Fabio Tagliazucchi, co-fondatore e Vicepresidente dell’Associazione Collaboriamo.

L’Organizzazione Collaborativa è un modello che chiede alle imprese di cambiare prospettiva: non più decisioni prese guardando al trimestre successivo, ma scelte che tengono conto degli effetti nel tempo, sulle persone e sui territori. È un approccio che porta dentro l’azienda la voce degli stakeholder e introduce un principio di responsabilità intergenerazionale che, fino a oggi, non aveva spazio nei processi di governance. È qui che il ruolo del Rappresentante delle Future Generazioni diventa centrale: una figura che non osserva, ma partecipa; non consiglia, ma vota; non rappresenta il presente, ma ciò che ancora non c’è.

Il Piano Quinquennale approvato dall’azienda prevede tre linee di lavoro: la valutazione dell’applicabilità del Regolamento EUDR; il consolidamento degli eventi “Food Democracy – Herway”, dedicati a valorizzare il ruolo delle donne nel comparto agroalimentare; e l’introduzione di un questionario reputazionale annuale rivolto a clienti e fornitori. Obiettivi, in logica ESG, concreti, misurabili, accompagnati da un meccanismo di responsabilità che rende il percorso non solo ambizioso, ma anche verificabile e rendicontabile.

Con questa scelta, Uomo e Ambiente si posiziona come apripista nazionale nell’adozione di modelli di governance orientati al lungo periodo, alla trasparenza e alla tutela delle generazioni future. Un passo che non riguarda solo l’azienda, ma il modo in cui l’impresa italiana può immaginare il proprio ruolo nella società.

I.P.

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