Nella giornata di mercoledì 17 giugno, su richiesta di Cgil Cisl Uil Piemonte, si è svolto un incontro con la Regione Piemonte, rappresentata dagli assessori Maurizio Marrone e Federico Riboldi, per discutere dell’applicazione dell’ordinanza regionale sul caldo emanata il 29 maggio 2026.
All’incontro hanno partecipato anche le categorie maggiormente coinvolte dai provvedimenti previsti dall’ordinanza: Fillea, Filt, Flai e Nidil.
La Cgil Piemonte ha espresso apprezzamento per la tempestività con cui la Regione è intervenuta per tutelare la salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori esposti alle alte temperature. Nel corso del confronto, tuttavia, sono state richieste precise garanzie sulle modalità di vigilanza e controllo necessarie ad assicurare la corretta applicazione dell’ordinanza, nonché chiarimenti sui soggetti incaricati di raccogliere eventuali segnalazioni di mancato rispetto delle disposizioni.
La Regione Piemonte ha indicato negli SpreSAL e nell’Ispettorato Nazionale del Lavoro gli organismi deputati a svolgere tali funzioni.
La Cgil Piemonte ha evidenziato le criticità legate alla carenza di personale che da tempo interessa gli enti preposti alla vigilanza, ribadendo la necessità di rafforzarne gli organici. È stata inoltre sottolineata l’importanza di coinvolgere attivamente le imprese e le rispettive organizzazioni di rappresentanza affinché l’ordinanza trovi piena e concreta applicazione nei luoghi di lavoro.
Per Giorgio Airaudo, segretario generale della Cgil Piemonte, “l’ordinanza rappresenta un passo importante per la tutela della salute e della sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori esposti al rischio da alte temperature, ma per essere realmente efficace deve essere accompagnata da controlli adeguati. Oggi gli organismi chiamati a vigilare, come gli SpreSAL e l’Ispettorato del Lavoro, operano in condizioni di sotto-organico che ne limitano l’azione. Per questo chiediamo un rafforzamento degli organici e maggiori risorse: senza un sistema di controlli efficace, anche le migliori norme rischiano di rimanere sulla carta, con il rischio di vederle applicate in autunno”.










