Economia e lavoro | 17 giugno 2026, 06:57

Bankitalia conferma: la crisi colpisce il Piemonte, ma non lo affonda (e, nel dubbio, si risparmia)

I dati del 2025 mostrano una crescita, ma inferiore al 2024. Il 2026 era partito bene, ma pesano le crisi mondiali

Foto generica d'archivio

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Il Piemonte aveva provato il rimbalzo, ma alla fine le crisi mondiali in corso hanno fatto da zavorra. Dunque si procede con passo pesante, ma si procede.

Ecco la sintesi dello studio della sede di Torino di Banca d’Italia, che per il 2025 registra una crescita, anche se modesta e inferiore all’anno precedente.

Spinta debole

Secondo gli esperti, la produzione industriale è cresciuta, ma non abbastanza a colmare il gap, soprattutto per un settore auto che ancora fatica e con un Piemonte che, a differenza di altri territori in Italia, vede anche il terziario influenzato dallo stato di salute delle quattro ruote. 

La coda del Pnrr

La coda del Pnrr ha invece dato una spinta alle costruzioni, mentre il commercio sconta le difficoltà del periodo e il loro riflesso nei consumi. Conferme invece per l’aerospazio, tra i comparti più in salute.

Bene anche il turismo, anche se l’incidenza sui consumi interni tende a essere limitata. 

Credito e risparmi

Dal punto di vista finanziario, invece, il credito alle aziende appare stabile, anche se le aziende - soprattutto piccole - appaiono più in affanno. “Piace” sempre di più il ricorso alle obbligazioni, mentre i tassi di interesse sono leggermente scesi.

Hanno poi ripreso a crescere i risparmi delle famiglie, soprattutto sui conti correnti. Sintomo di una prudenza legata molto probabilmente alle difficoltà economiche generali. Chi investe, lo fa soprattutto nei fondi comuni.

Massimiliano Sciullo

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