Sanità | 24 giugno 2026, 12:22

Asl To4, esplode il caso caldo: “Strutture senza clima, oltre i 35 gradi nei Csm”

Il sindacato Nursind denuncia condizioni critiche a Rivarolo e in altri servizi del territorio: “Serve una risposta strutturale”

Emergenza caldo nelle sedi ASL TO4

Emergenza caldo nelle sedi ASL TO4

Nonostante le temperature estive siano un dato prevedibile e ricorrente, l'Asl To4 si trova ancora una volta a rincorrere l’emergenza, lasciando i propri professionisti e gli utenti in condizioni ambientali inaccettabili. Il sindacato Nursind denuncia oggi - a margine di questi giorni di caldo afoso - una situazione critica che, per mancanza di lungimiranza e di interventi strutturali adeguati, ha raggiunto livelli definiti inaccettabili.

La situazione è esplosa in tutta la sua gravità in questi giorni. Particolarmente critica è la condizione del *Csm di Rivarolo*, dove le temperature interne hanno abbondantemente superato i 35 gradi, ma le segnalazioni che quotidianamente raccogliamo arrivano da ogni angolo del territorio, inclusi altri CSM, Serd, alcuni servizi degli ospedali, servizi amministrativi e addirittura dalle Case di Comunità.

Se negli ospedali la situazione si presenta a “macchia di leopardo” - con aree climatizzate grazie ad interventi passati e altre, come a Lanzo,  Cuorgnè e qualche servizio a Ciriè dove le criticità permangono - è nelle strutture periferiche che il fallimento è più evidente. "Nonostante i recenti lavori legati ai fondi Pnrr, gli interventi migliorativi sul comfort climatico sono stati scarsi, se non nulli - lamentano dal sindacato -. Persino dagli uffici amministrativi giungono numerose segnalazioni di lavoratori costretti a operare in ambienti non idonei. È paradossale leggere sul sito istituzionale dell’Asl le raccomandazioni su come affrontare l’emergenza caldo, quando nelle stesse sedi dell’Azienda le temperature violano ogni standard di salubrità".

"La risposta dell’Azienda si conferma ancora una volta di natura puramente emergenziale: il ricorso a condizionatori portatili (“pinguini”) è una soluzione inadeguata, costosa e priva di visione prospettica. Se è vero che l’Azienda non può controllare il clima esterno, è altrettanto vero che ha il dovere inderogabile di garantire la salubrità dei luoghi di lavoro e di cura. Di fronte a tale inerzia, il nostro sindacato ha fatto scrivere numerose volte dal Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e non esclude di  rivolgersi agli organi competenti, affinché vengano effettuate le necessarie verifiche tecniche sul rispetto degli standard minimi di microclima e sulla tutela della salute dei lavoratori e dei cittadini all'interno di tali strutture".

"Non si può continuare a gestire la sanità pubblica perennemente in modalità emergenza. Chiediamo interventi strutturali veri e non più tamponi temporanei - così Giuseppe Summa e Antonio De Feo -. Il personale, già provato da carichi di lavoro pesanti, e i cittadini che si recano presso le nostre strutture non possono essere trattati come lavoratori o utenti di serie B. La dignità del lavoro e la sicurezza del paziente passano anche dalla temperatura degli ambienti in cui si opera. L’auspicio, ora, è che la Direzione aziendale non scelga la solita strada dell’attesa, confidando semplicemente nel passare della stagione per archiviare il problema. Non è accettabile che, superata l’estate, il tema venga nuovamente accantonato fino al prossimo anno: la programmazione degli interventi deve partire ora, affinché la prossima stagione calda non trovi, ancora una volta, le strutture della nostra ASL impreparate".
 

Comunicato stampa

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