Ci sono i lavoratori edili, gli operai che riparano le strade, i rider. Ma anche altre categorie professionali, in questi giorni, stanno affrontando il proprio lavoro in condizioni al limite dell'accettabile. E' il racconto che ci fa una nostra lettrice, insegnante di scuola superiore, impegnata come componente delle commissioni per l'esame di Maturità a Torino.
Non solo ansie e timori
Per una volta, infatti, il problema principale non sono le ansie e i timori dei ragazzi. Ma il termometro schizzato alle stelle e difficoltà a creare le condizioni minime non solo per mettere a proprio agio studenti e professori, ma anche per garantirne la sicurezza. "Questa è la mia esperienza da docente di un liceo scientifico di Torino - dice l'insegnante, che però chiede di rimanere anonima -: in questi giorni sono commissario di Maturità, ho fatto assistenza alle prove scritte, ho effettuato le correzioni e in questi giorni sto interrogando gli studenti e le studentesse a temperature che hanno raggiunto i 36 gradi".
Senza aria condizionata
Il problema, però, è il "come": "Siamo senza aria condizionata, nel migliore dei casi con un ventilatore che dovrebbe rinfrescare contemporaneamente la commissione d'esame, formata da 5 docenti, il candidato, che sarà interrogato per circa 1 ora e amici e parenti che assistono all'evento. In alcuni casi sono anche una decina, in soli 50 metri quadrati".
Malori e timori
Le conseguenze sono piuttosto intuibili: "Una ragazza durante gli scritti ha avuto un colpo di calore: un calo di pressione e un'emorragia di sangue dal naso. Mi domando: ma tutto ciò è legale? Perché noi docenti accettiamo di lavorare in queste condizioni ? Visto che da più parti viene detto che l'insegnamento è una vocazione, tutto diventa accettabile anche sotto stress termico?".












