Attualità | 29 giugno 2026, 12:40

Nuovo gestore per il Rifugio Colle Vaccera: l’apertura è prevista in autunno

Nuovo gestore per il Rifugio Colle Vaccera: l’apertura è prevista in autunno   Il bando è andato a buon fine e la gestione è in mano a Samuele Revel con la moglie Sara Valpreda

Samuele Revel con la moglie Sara Valpreda

Samuele Revel con la moglie Sara Valpreda

Dopo un anno dalla chiusura, il Rifugio Colle Vaccera ha finalmente un nuovo gestore per i prossimi tre anni: Samuele Revel. La struttura è vuota, tutta da arredare e la previsione è di aprire in autunno.

Al bando si sono candidati in due, ma Revel, di Luserna San Giovanni, redattore del giornale Riforma e coordinatore del mensile Eco delle Valli Valdesi, ha vinto il posto. La passione per la montagna e la conoscenza del territorio valligiano è ciò che lo ha spinto a presentarsi al bando per la gestione del rifugio insieme alla moglie Sara Valpreda, da sempre appassionata di cucina.

“Una serie di coincidenze ci hanno portato a questo passo. Mia moglie, che ha sempre fatto l’Oss in ospedale, da un po’ di tempo voleva cambiare e avere un locale da gestire, per la parte di cucina, è sempre stato il suo sogno. A me fin da piccolo la montagna piace, ora sono nel direttivo del Cai Uget Val Pellice, ma faccio parte del gruppo come socio da anni – racconta Revel –. Collaboro alla custodia nei mesi estivi del bivacco Soardi sul Colle Bucie, un altro tipo di accoglienza ma comunque sempre nell’ambito della montagna”.

La Vaccera è un luogo che lui conosce da sempre, visto che ha una casa di famiglia vicino. “Da piccolo andavo in bici, a piedi, a fare sci di fondo quando ancora si batteva la pista. È un luogo del cuore, ma certo c’è sempre da imparare. È un posto che offre percorsi in bici, escursionismo, arrampicata, percorsi interessanti con le ciaspole.” Seguendo le linee guida del bando, è proprio sullo sport e sull’ aspetto naturalistico che si vuole puntare molto. “Oltre a servizi per ciclisti, tra cui il punto di ricarica per e-bike, una guida naturalistica ci ha già fatto un piccolo progetto con alcune attività da proporre, soprattutto a famiglie: il riconoscimento di piante e fiori in estate, in autunno delle foglie che cambiano colore, in inverno una gara di pupazzi di neve. Tutto legato al rifugio, con pranzo o merenda collegata”.

Revel e Valpreda non hanno esperienza passata nel settore della ristorazione, ma stanno frequentando i corsi per ottenere la qualifica necessaria per la vendita di alimenti e bevande. “Ci vuole un po’ di tempo e nel mentre, come previsto dal bando stesso, faremo affidamento a un preposto – afferma Revel –. A gestire la struttura saremo io e mia moglie, vedremo come si svilupperà il tutto, ma probabilmente nei momenti di maggior afflusso assumeremo qualcun altro”.

Sarà difficile partire in estate, anche perché l’assegnazione della gestione dal bando è arrivata lo scorso venerdì. Bisogna arredare il locale con letti, tavoli, sedie e una cucina professionale, su cui ci si sta già muovendo.  L’obiettivo è aprire con 8 posti letto e circa 30 coperti interni in autunno.

“Quello che intraprendiamo è un lavoro, ma è anche il cercare di dare un servizio a un territorio montano. Per Angrogna e per tutta la valle se c’è un flusso turistico che arriva ne beneficiano in tanti, non soltanto il rifugio. Vorremmo comunicare con le strutture intorno, per collaborare e non farsi concorrenza sleale: dal mio punto di vista c’è la possibilità che tutti lavorino aiutandosi in modo propositivo e dando un’offerta molto ampia”.

Sabina Comba

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