Cala il sipario su un’altra edizione da record del KappaFuturFestival, il più grande festival open air di musica elettronica, tra i maggiori del mondo. Torino celebra il suo evento di punta lasciando parlare i numeri: 125 mila partecipanti provenienti da 152 paesi differenti. E, qui il dato che più interessa la città, 33 milioni di euro di impatto sul territorio.
Sulle ceneri dei suoi fasti industriali Torino ha trovato una nuova identità produttiva: quella dei grandi eventi. Sotto il capannone dello strippaggio, all’interno del Lotto Vitali nell’ex area delle acciaierie Fiat Ferriere, si celebra, oramai da anni, il cambio di rotta. Dove prima c’era il lavoro, ora si monetizza lo svago (anche con formule Vip da 4.700 euro).
Da underground a evento di massa
Ma, siccome il profitto è importante, non si fa troppo dell’amarcord.
Nei fatti, poi, è un ritorno naturale alle origini di un genere che sul post-industriale ha fondato i suoi valori. A metà degli anni ’80 a Detroit la techno nasce come reazione al vuoto lasciato dallo smantellamento delle fabbriche nella Motor City. Le macchine si sostituiscono agli strumenti, i ritmi sono meccanici, i suoni sintetici, futuristici, le atmosfere cupe, una reazione istintiva al declino dell’automotive.

“È come se rimanessi intrappolato in una fabbrica della Ford”, descriveva così Derrick May la musica dei Belleville Three, pionieri del genere che negli anni ottanta travalicò l’oceano e trovò terreno fertile nella Berlino riunificata dopo la caduta del muro.
Un eterno ritorno dell’uguale che si (ri)colloca perfettamente nel suo contesto. E eleva quello che un tempo era un movimento underground in un grande evento di massa. Ma fa ancora di più: genera ricchezza, dà lavoro e porta visibilità su un angolo di città altrimenti periferico.
Uno staff con più di mille persone
Come riportato in un’intervista a La Stampa il manager e ideatore del KFF Maurizio Vitale lo staff impegnato nell’evento quest’anno è stato tra i 1.010 e i 1.030 addetti (il numero preciso, come da sua stessa ammissione, non lo ricorda).
Praticamente - per fare un parallelismo anacronistico - le maestranze su una linea di produzione d'acciaio negli anni della Fiat Ferriere. Solo che qui l’ingaggio è per pochi giorni per prestare servizio in un evento dove i fruitori pagano un centinaio di euro il biglietto giornaliero. Si dice che ci sia chi sarebbe disposto a lavorare gratis per esserci.
L’annuncio che non ti aspetti
E così non fa notizia vedere comparire a pochi giorni dall’inizio del KFF un annuncio di lavoro il cui compenso è di 6,50 euro all’ora lordi.
"Hai voglia di vivere da vicino uno dei più importanti festival internazionali di musica elettronica e arti digitali? Stiamo selezionando hostess e steward per il Kappa FuturFestival, che si terrà presso Parco Dora nelle giornate del 3, 4 e 5 luglio”.
Cosa viene richiesto? Accoglienza e assistenza al pubblico, controllo degli accessi, gestione dei flussi dei partecipanti e supporto organizzativo nelle diverse aree dell'evento.

"Un'ottima opportunità - scrivono - per entrare a far parte dello staff di un evento di rilievo internazionale e vivere un'esperienza dinamica a contatto con migliaia di persone."
Nessun prerequisito richiesto né certificato. Solo un dress code aziendale da rispettare con abbigliamento total black. L’impegno è calcolato in 20 ore settimanali, circa 7 ore al giorno considerando i tre giorni di festival, di cui un festivo. L’annuncio è “urgente", i posti da coprire sono circa venti. Basta compilare un form, allegare un curriculum e chiudere la richiesta.
L’algoritmo del lavoro
A pubblicarlo è l'agenzia digitale Iziwork specializzata nel settore del lavoro temporaneo e in somministrazione. Si tratta di una realtà fondata in Francia nel 2018 entrata a operare in Italia dal 2020 e che oggi fa parte del Gruppo Proman, colosso europeo del settore HR. Una realtà che ha fatto del “phygital”, ovvero di una presenza umana ridotta al minimo, la sua fortuna e che fa ampio uso di intelligenza artificiale per gestire il “match” tra l’utente che cerca una mansione e il datore. Dal 2024 è Job Tech Partner ufficiale dell’evento in Parco Dora. In 24 ore la scheda è chiusa e non più visibile.
C’è da pensare che tutti i posti vacanti siano stati coperti in pochissimo tempo.
Non c'è illegalità
Il tema è che niente di tutto questo è illegale.

La società Movement Entertainement che organizza KFF si affida all’agenzia interinale (Iziwork) per gli annunci e il reperimento di manodopera. La questione, semmai, è di natura politica e sindacale: le tariffe applicate per questi brevi ingaggi sono infatti strettamente ancorate ai minimi tabellari consentiti dai contratti collettivi nazionali di riferimento.
Si può fare di più
Certo chi organizza, Movement Entertainement, potrebbe prevedere un budget più alto per coprire la spesa di questi addetti. Chi si occupa del recruitment, Iziwork, potrebbe prevedere una policy dove la retribuzione minima non vada sotto a una certa soglia per chi cerca un lavoro, qualunque esso sia. Per il resto tocca alla politica e ai sindacati mettere mano ai contratti nazionali, a lavorare per un equo compenso e per un salario minimo.
Una birra a otto euro
Altrimenti potrà continuare a valere la regola che c’è chi con un’ora di lavoro non può comprare nemmeno una birra che al Kappa costa 8 euro (anche qui non c’è illegalità: leggasi legge Bersani).

C'era un tempo in cui la saggezza popolare piemontese riassumeva la felicità in una formula: "Ûn pó ed salúte, ûn pó ed valúte e na crota piena ed bute”.
Una visione rurale e operaia di un benessere concreto, fatto di salute, giusto guadagno e una cantina rifornita. Oggi Torino si accontenta: ha sostituito le tute blu con i pass VIP e le catene di montaggio con enormi e spettacolari palchi o led wall. Così quell’adagio ha un altro sapore. Si guarda alle “valùte” che impattano sul territorio, mentre per steward e hostess pagarti 6,50 euro l'ora la “crota” resta vuota. E la birra, per stavolta, la pagheranno gli altri.












